Ven 18 Ottobre 2019 — 04:35

Maire giù per le indagini su Santo Domingo. La società si dice estranea alla vicenda



La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta per presunta corruzione ma la società indica nella brasiliana Odebrecht la responsabile del progetto e ricorda di essere stata esclusa da analoghe inchieste condotte in Brasile e nella Repubblica Domenicana

maire tecnimont

Titolo Maire Tecnimont in sofferenza a Piazza Affari in sia alle accuse di presunta corruzione sollevate dalla Procura di Milano per le attività legate al progetto della centrale elettrica di Punta Catalina a Santo Domingo.

In particolare, per la Procura milanese il gruppo, tramite un intermediario del consorzio incaricato della costruzione dell’impianto avrebbe contribuito a pagare ad alcuni politici domenicani una tangente pari al 2% del valore dell’intero appalto da 1,9 miliardi di dollari, di cui circa 690 milioni in quota Maire.

Maire Tecnimont si è difesa dichiarandosi estranea ai fatti contestati e, soprattutto, indicando nel gruppo brasiliano Oderbrecht il mandatario del consorzio del progetto e in quanto tale il responsabile dei rapporti con il cliente. “Maire Tecnimont, nel confermare la propria determinazione a prestare la massima collaborazione con le autorità inquirenti italiane, ribadisce la propria estraneità ai fatti oggetto delle indagini e la propria fiducia sulla sollecita conclusione positiva delle stesse”, si legge in una nota dove si precisa che nella commessa “la controllata Tecnimont ha fornito esclusivamente servizi di Engineering and Procurement per l’isola di potenza e assistenza all’avviamento della centrale elettrica nel quadro di un progetto EPC (Engineering, Procurement & Construction), realizzato da un consorzio il cui mandatario è la società brasiliana Oderbrecht che, come tale, ha negoziato e sottoscritto il relativo contratto ed ha sempre intrattenuto autonomamente ed in via in esclusiva i rapporti con il cliente finale CDEEE, inclusa tutta la fase della trattativa commerciale”.

Maire Tecnimont ritiene dunque che “l’indagine della Procura di Milano – attivata dalla denuncia della Ong RE: Common e menzionata dagli organi di stampa – sia un atto dovuto da parte delle Autorità inquirenti e consentirà, come detto, di dimostrare anche a queste la totale estraneità di Tecnimont rispetto a qualunque illecito; estraneità, peraltro, già accertata dalle autorità inquirenti brasiliane e dominicane, che hanno ritenuto di non coinvolgere in alcun modo la società e i suoi dirigenti nelle inchieste che si sono concluse con il riconoscimento della responsabilità di Odebrecht per fatti commessi in relazione ad alcuni progetti dalla stessa eseguiti in America Latina”.

Alle 15,05 le azioni Maire Tecnimont segnano un ribasso dell’1,92% a 3,472 euro, in recupero rispetto a un minimo intraday di 3,374 grazie sia alla precisazione dell’azienda che alla pubblicazione di conti annuali.

La società di engineering ha in particolare messo a segno una crescita del 3,4% dei ricavi a 3,647 miliardi, del 8,4% dell’Ebitda a 205,7 milioni e del 20,2% dell’utile netto a 117,4 milioni. Il portafoglio ordini ha raggiunto i 6,6 miliardi mentre le acquisizioni di nuovi contratti si sono attestate a 3 miliardi. Il Cda ha infine deliberata la proposta di distribuire un dividendo di 0,119 euro, per un monte-dividendi di 39,1 milioni.

Telecom azioni risparmio 17-10-2019 — 01:06

Telecom (Tim), torna in auge la conversione delle azioni risparmio

Operazione sempre più vicina, il fondo Elliott la porrebbe come condizione per l’accordo sulla governance

continua la lettura