Mer 02 Dicembre 2020 — 17:16

Leonardo, cresce pressing per dimissioni Profumo



In prima linea contro il manager condannato in primo grado c’è ancora il Movimento 5 Stelle, che ha presentato un’interrogazione firmata da ben 51 parlamentari. Destinatario, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri

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Non si allenta il pressing politico per le dimissioni dell’ad di Leonardo, Alessandro Profumo, condannato a 6 anni di reclusione, una maxi multa e varie pene accessorie al processo sui derivati Mps. In prima linea c’è ancora il Movimento 5 Stelle, che ha presentato un’interrogazione firmata da ben 51 parlamentari. Destinatario, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

Leonardo, chieste ancora dimissioni Profumo

L’ex Finmeccanica è una partecipata pubblica. Già la scorsa settimana era stata sollevata da alcuni una “questione di opportunità” sulla permanenza di Profumo alla guida del colosso italiano della Difesa. Posizione sposata anche dal fondatore del M5s, Beppe Grillo, con un post sul suo blog.

Nel 2017 il predecessore di Profumo, Mauro Moretti, non venne ricandidato dal Mef alla guida del gruppo dopo la condanna di primo grado a 7 anni (poi confermata in appello) per il disastro ferroviario di Viareggio.

In una lettera inviata a Profumo, ai componenti del cda di Leonardo e per conoscenza alle più alte cariche del Paese, il fondo Bluebell Giuseppe Bivona ha scritto che le dimissioni “non sono un obbligo di legge e nemmeno un obbligo statutario”, ma “non è opportuno – ha aggiunto – che una società quotata sia guidata da un amministratore delegato condannato per aver falsificato i bilanci di altra società quotata in quanto viene meno il presupposto di fiducia tra amministratore e socio”.

Profumo, obiettivo è piano industriale

Il manager e i legali del gruppo hanno finora precisato che la condanna è di primo grado, quindi non definitiva, e che i regolamenti di Leonardo consentono all’ex banchiere di restare in sella.

Il cda di Leonardo si è riunito martedì per ricevere “una compiuta informazione sugli eventuali effetti conseguenti la sentenza di primo grado nel processo Monte dei Paschi di Siena”. Sarebbero stati vagliati alcuni pareri legali. £Dall’esposizione dell’analisi, che ha tenuto in considerazione anche i diversi mercati di riferimento del Gruppo, è emerso un quadro che non comporta specifiche limitazioni dell’operatività aziendale”, ha spiegato l’ex Finmeccanica. “Al Comitato Governance è stato affidato il compito di monitorare e approfondire ogni potenziale evoluzione della vicenda, tenendone informato il Consiglio”.

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Alessandro Profumo

In una lettera ai dipendenti Profumo ha messo l’accento sul piano industriale che “rimane l’obiettivo primario”, mentre “la recente notizia della mia condanna in primo grado nel processo relativo al precedente ruolo in Mps mi ha comprensibilmente amareggiato ma non ha scalfito la mia serenità d’animo”.

Dimissioni Profumo, interrogazione M5s

Ora il nuovo pressing in parlamento. Cinquantuno parlamentari pentastellati, tra cui il presidente della commissione Bilancio del Senato, Daniele Pesco, hanno rivolto al ministro del Tesoro, Roberto Gualtieri, un’interrogazione parlamentare per chiedere se “intenda confermare Alessandro Profumo quale amministratore delegato di Leonardo” dopo la condanna per aggiotaggio e false comunicazioni sociali nella vicenda Mps e se intende attivarsi per “modificare nuovamente la direttiva sui requisiti dei vertici delle partecipate, che il 16 marzo 2017 promosse la cancellazione dell’ineleggibilità e della decadenza dei condannati in primo grado o rinviati a giudizio per una serie di reati”.

Più in generale, conclude l’interrogazione, che ha come primo firmatario il senatore Elio Lannutti, si chiede a Gualtieri se “ritenga di dover rivedere i criteri alla base delle scelte nelle nomine pubbliche, che dovrebbero tener conto di capacità manageriali comprovate e indiscusse, oltre all’assenza di risultati di carriera privi di pregio”.

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