Lun 08 Agosto 2022 — 03:27

Ipo: al via TechShare 2022, ecco le 16 società italiane



Programma di formazione paneuropeo targato Euronext, supporta le società tecnologiche che mirano alla quotazione nei prossimi 1-3 anni

ipo quotazione

Ipo di nuovo sotto i riflettori: parte anche in Italia la settima edizione di TechShare (2022), programma pre-Ipo di Euronext, la società che gestisce le Borse di Parigi e Amsterdam e dal 2021 controlla anche la Borsa italiana.

Un servizio dell’inserto Affari & Finanza di Repubblica passa in rassegna le 16 società italiane partecipanti.

TechShare, piano di formazione paneuropeo, supporta le società tecnologiche europee che mirano alla quotazione nei prossimi 1-3 anni.
Quest’anno parteciperanno al programma 121 società Tech in 10 Paesi europei: Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Spagna e Svizzera e Italia.

Nel nostro Paese partirà il 14 febbraio con 16 società selezionate che parteciperanno a sei mesi formativi di
preparazione all’Ipo. Si tratta di Bending Spoons, Buonifante, Cortilia,
DoveVivo, Graded, Homepal, Igenius, Kineton, MIR, Nanomnia, Objectway, Poggipolini, Reboze, Wise, Yolo, Young Platform.

“Un po’ le chiamiamo noi – racconta Barbara Lunghi, Responsabile dei Primary Market Borsa Italiana – un po’ si fanno vive loro. Alla fine del percorso le prescelte hanno queste caratteristiche: un’elevata crescita e la possibilità teorica di effettuare un’operazione di quotazione in un breve periodo. Sono tutte società che hanno già conquistato una loro credibilità all’interno dei loro ecosistemi e nella quasi totalità dei casi (ma non è una condizione per l’accesso al programma) hanno già raccolto capitali, o nel mondo del venture capital o del private equity”.

C’è di tutto, spiega A&F, fra le 16 imprese italiane Tech selezionate, pronte per la partenza. La tecnologia si può applicare di fatto a quasi tutti i business ma soltanto quando l’approccio di questo tipo è preponderante allora si parla di società Tech. Ad esempio c’è Homepal, che è a tutti gli effetti un agente immobiliare perché è un intermediario tra chi vende o affitta casa e i compratori o gli affittuari. Solo che tutto avviene online: valutazione del bene (attraverso l’incrocio di una serie di banche dati a cominciare da quella delle Entrate), offerta sul mercato e screening degli interessati. “Lasciamo al venditore o all’affittuario soltanto la visita della casa – spiega il fondatore e amministratore delegato Andrea Lacalamita -. Ma questo è un bene perché soltanto il proprietario riesce a trasmettere all’interessato un particolare effetto emotivo”. Come contropartita, il venditore paga commissione zero, mentre all’acquirente viene richiesto soltanto il 2 per cento. Homepal, che ha una joint venture anche con Bper Banca, che a sua volta ha una quota dell’8 per cento nel capitale, è una società piccola, ha fatturato nel 2021 soltanto 2,7 milioni “ma l’obiettivo 2022 è di 4,5 milioni”.

Al contrario ci sono nel gruppo società già cresciute come Bending Spoons, che crea e distribuisce app per i cellulari: “Il nostro fatturato 2021 – dicono – è stato di oltre 130 milioni di dollari. Abbiamo circa 300 collaboratori provenienti da oltre 30 Paesi, perlopiù ingegneri e scienziati dei dati. Abbiamo avuto oltre 400 milioni di download. Nel 2021 abbiamo ricevuto più di 60 mila candidature per lavorare con noi, di cui molte in Italia”.

Il Gruppo Industriale Buoninfante è un produttore di materassi con sede a Battipaglia. Nato nel 1975, si caratterizza per una forte digitalizzazione e automazione dei processi produttivi ed è presente sui principali marketplace internazionali.

Cortilia, presente per ora soprattutto in alcune aree del Nord, mette in contatto i produttori agricoli con il consumatore finale, assicurando a quest’ultimo un servizio entro 24 ore. Definendosi una food tech company, Cortilia ha scelto la tecnologia come miglior alleato in ottica di efficienza e di sostenibilità.

Tra le imprese selezionate con una già vasta credibilità c’è Objectway, che è tra i primi 100 player tecnologici al mondo (classifica Idc). La società offre soluzioni per il settore del wealth, del banking e dell’asset management e fornisce supporto a oltre 100 mila professionisti in Italia, Regno Unito, Belgio, Germania, Svizzera e Irlanda.

Nel settore banking c’è Young Platform, startup Fintech con sede all’i3P del Politecnico di Torino che punta a diventare una smart digital bank. Yolo è il primo gruppo italiano di servizi e intermediazione assicurativa digitale. Nel comparto medicale, Wise sviluppa una nuova generazione di elettrodi per il neuromonitoraggio. Nanomnia, invece, è una società biotech che offre soluzioni di incapsulamento plastic-free. C’è anche spazio per chi progetta applicazioni e prodotti per aeronautica, spazio, difesa, automotive: Poggipolini, nata nel 1950, negli ultimi tempi ha spinto sull’innovazione per diventare una “deep tech company”.

Molte sono società di software puro: come Kineton, di Napoli, che fornisce ingegneria del software, e come iGenius, che ha creato Chrystal, advisor virtuale per la data intelligence. Nel campo della robotica, Roboze produce stampanti 3D che realizzano parti con super polimeri e materiali compositi per sostituire i metalli in industrie regolamentate. Completano la rosa di Borsa Italiana DoveVivo, che gestisce 1.500 immobili e 9 residenze in 15 città che vengono affittate agli studenti; Graded, che ricerca e sviluppa nuove soluzioni energetiche tecnologiche; e MIR, presente nei nel settore dei servizi di assistenza tecnica.

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