Finanzareport.it | Intesa Sanpaolo non pagherà la tassa sugli extraprofitti - Finanza Report

Lun 24 Giugno 2024 — 09:51

Intesa Sanpaolo non pagherà la tassa sugli extraprofitti



Il gruppo accantonerà a riserva circa 2.069 milioni, corrispondente a 2,5 volte l’ammontare dell’imposta di circa 828 milioni

intesa carlo messina

Anche Intesa Sanpaolo, come l’altra big Unicredit, non pagherà la tassa sugli extraprofitti delle banche. . Lo ha annunciato questa sera l’istituto di credito in una nota.

Si tratta quindi della seconda grande banca a decidere di non versare il tributo all’erario, avvalendosi del meccanismo previsto dalla legge che regola l’imposta, mentre secondo rumors di stampa anche Mediobanca annuncerà domani un’analoga mossa, in occasione dei risultati del primo trimestre dell’esercizio 2023/24.

Intesa Sanpaolo informa in particolare che l’imposta straordinaria calcolata sull’incremento del margine di interesse, come prevista dal Decreto Legge 10 agosto 2023 n. 104 convertito con modificazioni dalla Legge 9 ottobre 2023 n. 136, ammonta a circa 828 milioni di euro per il gruppo e a circa 797 milioni per la capogruppo.

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Il cda di Intesa riunitosi oggi ha deliberato che proporrà all’assemblea, in sede di approvazione del bilancio d’esercizio 2023 e di destinazione dell’utile dell’esercizio e distribuzione agli azionisti del dividendo, di destinare a riserva non distribuibile un importo pari a circa 1.991 milioni di euro, corrispondente a 2,5 volte l’ammontare dell’imposta di circa 797 milioni, in luogo del versamento di tale imposta, avvalendosi dell’opzione prevista dal predetto provvedimento.

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La capogruppo Intesa Sanpaolo darà inoltre indicazione alle banche controllate interessate dalla tassa (Fideuram, Intesa Sanpaolo Private Banking e Isybank) di adottare analogo orientamento, con una conseguente destinazione a riserva non distribuibile per il Gruppo Intesa Sanpaolo pari a circa 2.069 milioni di euro, corrispondente a 2,5 volte l’ammontare dell’imposta di circa 828 milioni.

In coerenza con la strategia di significativa creazione di valore per tutti gli stakeholder, prosegue il comunicato Intesa Sanpaolo continuerà a supportare iniziative per far fronte ai bisogni sociali, contrastare le disuguaglianze e favorire l’inclusione finanziaria, sociale, educativa e culturale.

In particolare, Intesa Sanpaolo intende contribuire per un ammontare previsto pari a circa 1,5 miliardi di euro di costi complessivamente nel quinquennio 2023-2027 e già incluso pro-quota nelle prospettive di utile netto per il 2023-2025 riportate nel comunicato stampa riguardante i risultati al 30 giugno 2023 pubblicato il 28 luglio scorso. Tale ammontare comprende circa un miliardo di euro per gli importi destinati alle predette iniziative, identificate volta per volta, e circa 500 milioni di euro per i costi di struttura delle circa 1.000 persone dedicate a supportare le iniziative.

In una dichiarazione il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha commentato: “Oggi ho potuto esporre al Consiglio di Amministrazione della Banca il nostro programma a contrasto delle disuguaglianze e a favore dell’inclusione finanziaria educativa e sociale, un programma di 1,5 miliardi di euro negli anni tra il 2023 e il 2027 considerando gli importi destinati alle iniziative e quelli relativi ai costi delle strutture a supporto delle iniziative stesse”.

“Intesa Sanpaolo – prosegue il banchiere – è una delle banche più solide a livello europeo: è la forza del nostro bilancio, unita alla sensibilità di Intesa Sanpaolo e delle sue persone nei confronti delle comunità in cui opera, a permettere la realizzazione del principale programma per il sociale promosso nel Paese da un soggetto privato”.

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