Sab 05 Dicembre 2020 — 16:41

Intesa Sanpaolo: nella trimestrale rettifiche Covid sopra 1 miliardo



Risultati leggermente inferiori al consensus, ma per il ceo Messina le sinergie con Ubi saranno più elevate del previsto

intesa sanpaolo trimestrale

(Articolo aggiornato alle ore 16,35) – Intesa Sanpaolo ha appena diffuso una trimestrale meno robusta delle attese, anche se vengono confermati target e dividendi (Bce permettendo). Le rettifiche Covid superano il miliardo. Il titolo, inizialmente volatile dopo i conti, accelera in Borsa dopo le parole del ceo Messina, secondo cui dall’aggregazione con Ubi sono attese sinergie superiori del previsto.

Intesa Sanpaolo ha tagliato il traguardo del terzo trimestre 2020 con un utile netto di 3,81 miliardi o 507 milioni escludendo il goodwill negativo e l’apporto di Ubi Banca, in linea con attese del consensus degli analisti.

I ricavi ammontano a 4,083 miliardi contro previsioni per 4,4 miliardi e contro i 4,5 miliardi del terzo trimestre 2019.

intesa messina

Carlo Messina

Intesa ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile netto contabile pari a 6,4 miliardi di euro o 3,1 miliardi escludendo il goodwill negativo originato dall’acquisizione di Ubi Banca da allocare nel quarto trimestre 2020 a oneri di integrazione, miglioramento dell’efficienza e accelerazione della riduzione del profilo di rischio.

L’importo del goodwill negativo (pari a 3,3 miliardi di euro) è da considerarsi provvisorio, spiega l’istituto, perché sarà rideterminato definitivamente in occasione del bilancio 2020.

Il risultato, sottolinea la banca, è già “superiore ai circa 3 miliardi di utile netto minimo previsto per l’esercizio 2020” e si attesterebbe a 3,9 miliardi (+20% circa) “se si escludessero le rettifiche di valore su crediti pari a 1,3 miliardi per i futuri impatti di Covid-19“.

Al netto di Ubi, i proventi operativi netti sono scesi del 3,2% a 13,16 miliardi, con interessi netti a 5,3 miliardi (+1,1%) e commissioni nette a 5,45 miliardi (-6%). I costi operativi sono scesi del 3,7% a 6,6 miliardi per un rapporto cost/income diminuito al 50,1%. Sul lato patrimoniale, il Cet1 è pari al 15,2% pro forma a regime, dopo aver dedotto 2,3 miliardi di dividendi maturati, e al 15,9% escludendo l’acquisizione di Ubi.

“La nostra posizione è resa ancora più solida dall’integrazione con Ubi Banca”, ha commentato il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. “Tutti i passaggi previsti dal processo di integrazione si stanno realizzando secondo i tempi previsti e in alcuni casi stiamo raggiungendo in anticipo gli obiettivi fissati. Di conseguenza ci aspettiamo di ottenere sinergie significative, anche superiori ai 700 milioni annunciati a giugno”, ha detto il manager. “Ho sempre definito Intesa Sanpaolo come una macchina per fare risultato. Questo è vero ed ora, in questo particolare momento, lo dimostra ancora di più”.

Quanto alle rettifiche, “nei primi nove mesi dell’anno abbiamo 1,3 miliardi di accantonamenti per futuri impatti legati al Covid-19, di cui 430 milioni nel terzo trimestre”, ha spiegato Messina, nel corso della conference call con gli analisti. “Siamo ben preparati – ha aggiunto – a questo particolare contesto provocato dalla pandemia e siamo pronti per continuare ad avere successo nel futuro”.

In Borsa Intesa Sanpaolo segna alle ore 16,34 un +4,35% a 1,6076 euro.

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