Ven 19 Aprile 2019 — 06:53

Intesa Sanpaolo e Intrum chiudono su piattaforma Npl



L’operazione prevede la costituzione di
una piattaforma di servicing detenuta al 51% da Intrum e al 49% da Intesa Sanpaolo e la cessione e
cartolarizzazione di un portafoglio di crediti in sofferenza

Intesa Sanpaolo e Intrum, ottenute le necessarie autorizzazioni da parte delle autorità
competenti, hanno perfezionato l’accordo per la partnership strategica riguardante
i crediti deteriorati, firmato e reso noto al mercato lo scorso 17 aprile.

L’operazione prevede la costituzione di
una piattaforma di servicing detenuta al 51% da Intrum e al 49% da Intesa Sanpaolo e la cessione e
cartolarizzazione di un portafoglio di crediti in sofferenza del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Il perfezionamento dell’operazione, ricorda in una nota l’istituto guidato da Carlo Messina, si traduce in una plusvalenza di circa 400 milioni di euro dopo le imposte
nel conto economico consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo nel quarto trimestre 2018.

“Oggi – commenta Messina in una dichiarazione – abbiamo concluso un’operazione che rappresenta un passaggio fondamentale
nella realizzazione del Piano di Impresa 2018-2021, con la riduzione di circa 11
miliardi di euro – al lordo delle rettifiche – dello stock dei crediti deteriorati, senza
alcun onere per i nostri azionisti. Questa operazione, che ci ha consentito di
superare già la metà dell’obiettivo di riduzione fissato dal Piano per fine 2021, si
inserisce nella strategia di derisking, su cui il Gruppo si è focalizzato a partire dal
2015, in particolare con la Capital Light Bank guidata da Giovanni Gilli. Una
strategia che ha permesso di diminuire lo stock di crediti deteriorati per
complessivi 26 miliardi di euro negli ultimi tre anni, senza costi per gli azionisti”.

In Borsa alle ore 17,10 le azioni Intesa Sanpaolo scambiano in rialzo del 2,86% a 2,1065 euro, con il Ftse Mib a +2,18%.

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