Mer 30 Settembre 2020 — 16:29

Intesa Sanpaolo e Intrum chiudono su piattaforma Npl



L’operazione prevede la costituzione di una piattaforma di servicing detenuta al 51% da Intrum e al 49% da Intesa Sanpaolo e la cessione e
cartolarizzazione di un portafoglio di crediti in sofferenza

Intesa Sanpaolo e Intrum, ottenute le necessarie autorizzazioni da parte delle autorità competenti, hanno perfezionato l’accordo per la partnership strategica riguardante i crediti deteriorati, firmato e reso noto al mercato lo scorso 17 aprile.

L’operazione prevede la costituzione di una piattaforma di servicing detenuta al 51% da Intrum e al 49% da Intesa Sanpaolo e la cessione e
cartolarizzazione di un portafoglio di crediti in sofferenza del Gruppo Intesa Sanpaolo.

Il perfezionamento dell’operazione, ricorda in una nota l’istituto guidato da Carlo Messina, si traduce in una plusvalenza di circa 400 milioni di euro dopo le imposte nel conto economico consolidato del Gruppo Intesa Sanpaolo nel quarto trimestre 2018.

“Oggi – commenta Messina in una dichiarazione – abbiamo concluso un’operazione che rappresenta un passaggio fondamentale nella realizzazione del Piano di Impresa 2018-2021, con la riduzione di circa 11 miliardi di euro – al lordo delle rettifiche – dello stock dei crediti deteriorati, senza alcun onere per i nostri azionisti. Questa operazione, che ci ha consentito di superare già la metà dell’obiettivo di riduzione fissato dal Piano per fine 2021, si inserisce nella strategia di derisking, su cui il Gruppo si è focalizzato a partire dal 2015, in particolare con la Capital Light Bank guidata da Giovanni Gilli. Una strategia che ha permesso di diminuire lo stock di crediti deteriorati per complessivi 26 miliardi di euro negli ultimi tre anni, senza costi per gli azionisti”.

In Borsa alle ore 17,10 le azioni Intesa Sanpaolo scambiano in rialzo del 2,86% a 2,1065 euro, con il Ftse Mib a +2,18%.

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