Sab 06 Marzo 2021 — 12:17

Intesa Sanpaolo: 2020 in forte utile, spinge su dividendo 2021



Subito cedole per 694 milioni, in programma un’ulteriore distribuzione cash fino a un payout corrispondente a un payout ratio pari al 75% e un acconto sull’esercizio in corso

intesa sanpaolo dividendo 2021

Intesa Sanpaolo archivia il bilancio 2020 in forte utile, al netto dell’integrazione con Ubi, e spinge sul dividendo 2021 (a valere sul 2020) pur rientrando nei canoni della raccomandazione Bce, e in attesa di ulteriori aperture da parte di Francoforte. In arrivo anche un possibile acconto entro l’anno sulla futura cedola.

Intesa Sanpaolo, risultati 2020

Più in dettaglio, Intesa chiude il 2020 con un utile netto contabile pari a 3,277 miliardi di euro. L’utile netto è pari a: 3.505 milioni escludendo il saldo positivo delle componenti relative all’acquisizione di Ubi Banca (pari a 684 milioni); 3.083 milioni escludendo anche i cinque mesi di apporto di Ubi Banca (pari a 422 milioni), rispetto a 4.182 milioni del 2019, superiore ai circa 3 miliardi di euro di utile netto minimo previsto per l’esercizio 2020; 4.539 milioni se si escludessero anche le rettifiche di valore su crediti per i futuri impatti del Covid (pari a 2.164 milioni), in crescita di circa il 9% rispetto all’utile netto del 2019.

La banca propone dividendi cash per 694 milioni di euro, pari al massimo consentito dalla raccomandazione della Bce.

intesa messina

Carlo Messina

Nel 2021, per il Gruppo Intesa Sanpaolo, includendo l’acquisizione di Ubi Banca, “ci si attende un utile netto superiore a 3,5 miliardi di euro, con un costo del rischio inferiore a 70 centesimi di punto”, spiega l’istituto guidato da Carlo Messina.

Intesa Sanpaolo, dividendo 2021

Per quanto riguarda la politica dei dividendi del gruppo, oltre ai 694 milioni di dividendi cash per il 2020 da distribuire il prossimo maggio, in linea con il Piano di Impresa 2018-2021 “si prevede, subordinatamente alle indicazioni che verranno fornite dalla Bce in merito alle politiche dei dividendi successivamente al 30 settembre 2021, termine della raccomandazione del 15 dicembre 2020:

  • a valere sui risultati del 2020, una distribuzione cash da riserve, possibilmente entro la fine del 2021, che aggiungendosi ai predetti dividendi porti al pagamento di un ammontare complessivo corrispondente a un payout ratio pari al 75% dei 3.505 milioni di euro di utile netto rettificato;
  • a valere sui risultati del 2021, il pagamento di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 70% dell’utile netto, da distribuire in parte come acconto nell’anno in corso.

Intesa-Ubi, sinergie in aumento

Considerando tale policy sul dividendo, Intesa Sanpaolo conferma “la solidità dei coefficienti patrimoniali, con un Common Equity Tier 1 ratio a regime nel 2021 minimo al 13% pro-forma (12% non pro-forma).

Sulla base dell’attuale stato di avanzamento del processo di integrazione di Ubi Banca, “si stimano sinergie in aumento a oltre 1.000 milioni di euro, a regime nel 2024 e a oltre l’80% nel 2023, dai circa 700 milioni attesi al momento dell’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio, di cui per i costi a oltre 700 milioni da circa 550 milioni e per i ricavi a oltre 300 milioni da circa 150 milioni”.

In Borsa alle ore 13,43 le azioni Intesa Sanpaolo segnano un +3,56% a 2,08 euro.

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