Dom 24 Marzo 2019 — 02:46

Iccrea apre un nuovo fronte con Ccb, verso assemblea infuocata



Il polo trentino non riceve nessuna risposta alla sua proposta di ottenere 52,8 euro per ogni azione detenuta nella concorrente e decide di votare contro le modifiche statutarie necessarie per avviare il polo romano

Iccrea

Nuovi sviluppi nella contesa tra Iccrea e Cassa Centrale Banca sul 20% del capitale del polo romano detenuto dalla concorrente trentina.

Iccrea, secondo le ultime indiscrezioni di stampa, ha infatti deciso di non rispondere alla proposta arrivata da Trento e ha così aperto un nuovo fronte in vista dell’assemblea di giovedì prossimo, che ora potrebbe diventare sede di scontro tra i due contendenti. Ccb e le bcc che hanno aderito al polo trentino ma sono ancora azioniste Iccrea voteranno infatti contro la proposta di modifiche statutarie necessarie per procedere con l’avvio operativo del nuovo polo promosso per aggregare oltre 140 bcc italiane nel rispetto della riforma Renzi.

Il voto contrario è considerato necessario per tutelare il diritto di recesso in capo a Ccb e alle altre bcc e quantificato in 52,8 euro per azione, lo stesso prezzo corrisposto da Iccrea a Chianti Banca in occasione della fusione inversa di Iccrea Holding in Iccrea Banca. Infatti per il polo trentino tra le modifiche allo statuto non viene considerata necessaria quella sulla sterilizzazione del diritto di voto per le quote eccedenti il 10% del capitale. In sostanza Ccb vuole contare per il suo 20% e quindi avere un peso maggiore nelle trattative sull’assegnazione del valore di recesso.

L’assemblea di giovedì sarà chiamata anche a votare un aumento di capitale da 250 milioni, resosi necessario per migliorare i ratio patrimoniali dopo le perdite subite a causa delle minusvalenze registrate con la vendita di titoli di Stato per effetto dell’allargamento dello spread tra Btp e Bund decennali.

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