Mer 23 Settembre 2020 — 00:48

Guido (Carige): ritorno in Borsa è prematuro



Per l’ad della banca ligure “un contesto reso così incerto dalla pandemia non aiuta nella scelta, ma arriverà anche questo momento”. Escluso un aumento di capitale

carige guido

Il ritorno alle contrattazioni in Borsa è “prematuro” a causa dei venti contrari della pandemia, ma al tempo stesso “non c’è necessità” di un aumento di capitale, come ipotizzato da alcuni analisti. Così l’amministratore delegato di Carige, Francesco Guido, in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano Il Foglio.

Guido (Carige): no aumento di capitale

Parlando del suo arrivo alla banca ligure, dove si è insediato a fine gennaio dopo la lunga parentesi del commissariamento Bce, Guido spiega “E’ stato un esordio duro, non avevamo neanche avviato il rilancio operativo e commerciale che, come tutti, abbiamo dovuto inevitabilmente riesaminare le previsioni del piano. Oggi in Carige ci sono dighe sufficientemente alte per affrontare l’ondata Covid partendo da un Npl ratio, cioè il rapporto tra i crediti deteriorati e il totale degli impieghi , che è tra i più bassi in Italia ed in Europa. Siamo quindi perfettamente in linea con le regole fissate dalla Bce. Allo stesso tempo, abbiamo individuato nei decreti emanati dal governo per l’emergenza Covid la possibilità di inviare un segnale molto netto ai nostri territori: in Liguria è stata erogata liquidità pari a tre volte la quota di mercato detenuta dalla banca, che in passato, per le condizioni critiche in cui si trovava, aveva dovuto restringere il credito allontanandosi da famiglie e imprese. E lo stesso risultato stiamo registrando negli altri territori del paese in cui Carige è presente”.

Escluso quindi un aumento di capitale: “Non ne ravvisiamo la necessità”, ha detto il manager, al lavoro peraltro sulla semestrale di Carige.

carige guido

Francesco Guido

Il ricorso di Malacalza

“Nei territori provati da crisi economiche ci vuole capacità di resistenza, resilienza, per dirla con una parola che di questi tempi va molto di moda, ma anche spinta allo sviluppo economico perché una banca non si identifica con il suo bilancio ma con la sua rete territoriale e con i suoi clienti e di cui dovrebbe sapere cogliere le esigenze. Insomma, direi che è l’ora di dire basta ai salotti finanziari e dare più spazio alla politica di progetto”.

Guido viene poi interpellato sulla richiesta di risarcimento danni avanzata dall’ex socio forte di Carige, la Malacalza Investimenti, per oltre 400 milioni di euro. “Come banca abbiamo classificato l’azione legale dei Malacalza come un rischio possibile ma non probabile”.

Carige e la riammissione in Borsa

“Ma noi – prosegue il manager ex Intesa Sanpaolo – abbiamo un futuro da costruire e guardiamo avanti, Carige ha delle enormi potenzialità che gli derivano proprio dalla sua storia e dal suo rapporto con il territorio ligure, ma questa storia va incanalata verso un nuovo progetto. Lo avevano già identicato i Commissari e lo confermo: il rilancio di Carige passerà attraverso il wealth management, e cioè la gestione della ricchezza privata, che tra l’altro va ben oltre la Liguria perché si estende anche ad altre regioni”.

Quanto alla riammissione delle azioni Carige in Borsa, su cui la banca ligure è sospesa da gennaio 2019, Guido precisa: “E’ prematuro, sarà il consiglio di amministrazione a deciderlo non appena ce ne saranno le condizioni, un contesto reso così incerto dalla pandemia non aiuta nella scelta, ma arriverà anche questo momento”.

mps unicredit 22-09-2020 — 10:50

Mps bussa a Unicredit, ma per ora porta chiusa

Il titolo della banca milanese è comunque debole a Piazza Affari dopo una bocciatura da parte di Credit Suisse

continua la lettura