Mar 18 Gennaio 2022 — 08:15

Generali, Caltagirone fa incetta di derivati con scadenza a giugno



L’imprenditore, lanciato all’inseguimento del primo socio Mediobanca, utilizza i contratti per accrescere il suo peso nell’assemblea di aprile

Generali-Caltagirone

Nella battaglia per le Assicurazioni Generali il socio Francesco Gaetano Caltagirone si dota di nuove armi in vista dell’assemblea di aprile sulla governance. Si tratterebbe, secondo quanto riporta oggi il quotidiano La Stampa citando fonti di mercato, di contratti derivati con scadenza a giugno.

L’imprenditore, lanciato con gli alleati Leonardo Del Vecchio e Fondazione Crt all’inseguimento del primo socio Mediobanca, utilizza i contratti per accrescere il suo peso nell’assemblea di aprile, ma con un impegno di vendita che scadrebbe subito dopo l’assise. Mediobanca ha consolidato invece la sua leadership tramite un prestito titoli che ha consentito a Piazzetta Cuccia di superare il 17%.

Una guerra, scrive il giornale di Torino, “combattuta con durezza, spregiudicatezza e con il ricorso alle architetture finanziare più disparate. Dove dopo il primo socio grazie ai titoli in prestito (Mediobanca) e l’ex socio che ha già venduto ma voterà comunque all’assemblea di aprile prossimo confermando in anticipo la fiducia all’amministratore delegato (De Agostini), ecco che si affaccia lo scalatore-pattista con l’impegno di vendita dopo l’assemblea”.

Attualmente al gruppo Caltagirone, tramite 13 diverse società, fa capo il 7,56% del capitale delle Generali. Le azioni sono tutte vincolate a un patto parasociale con la Delfin di Leonardo Del Vecchio (6,14%) e la Fondazione Crt (1,47%) che raccoglie complessivamente il 15,17% del capitale del Leone di Trieste. Il patto, che ha durata fino all’assemblea, è finalizzato al ricambio dei vertici delle Generali.

Secondo la ricostruzione di stampa, una parte degli acquisti più recenti effettuati dalle società del gruppo Caltagirone pari all’1,3% del capitale di Generali sono legati a una serie di contratti di tipo collar. Ossia di derivati composti da una opzione di acquisto (put) e una opzione di vendita (call) molto utilizzati perché consentono di proteggere l’investitore dalle eccessive oscillazioni dei prezzi.

L’anomalia principale, spiegano le fonti, sta nel fatto che mentre le opzioni put (di acquisto) sono di tipo americano ovvero esercitabili sempre, le opzioni di vendita sono di tipo europeo e dunque esercitabili solo alla scadenza, nel giugno 2022. Altra circostanza singolare: le opzioni di vendita hanno prezzi di esercizio piuttosto bassi, tutti inferiori al prezzo attuale del titolo, che ieri ha chiuso a 18,5 euro. I due terzi circa delle opzioni montate dalle società del gruppo Caltagirone hanno un prezzo d’esercizio uguale o inferiore ai 18 euro.

Le operazioni ricostruite sono relative agli acquisti fatti da società del gruppo Caltagirone tra il 31 agosto e il 3 dicembre scorso, pari al 1,8% circa del capitale delle Generali. I titoli oggetto dei contratti put e call sono pari come detto all’1,3% del capitale complessivo del gruppo assicurativo.

Operazioni di questo tipo non sono nuove per Caltagirone, che comunque in questa partita ha finora sempre aumentato la sua quota.

In Borsa intanto alle ore 9,12 le azioni Generali segnano -0,19% a 18.46 euro, in una seduta poco mossa all’avvio per Piazza Affari.

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