Mer 28 Settembre 2022 — 02:29

Fusione Rai Way Ei Towers sotto la lente del cda di Viale Mazzini



Gli advisor aggiorneranno i consiglieri con due informative

Fusione Rai Way Ei Towers di nuovo sotto i riflettori. Dopo la pausa estiva, il progetto per il maxi polo delle torri broadcast torna sul tavolo del cda Rai in attesa dell’insediamento del futuro governo.

Nelle prossime riunioni del cda Rai in agenda per l’8 e il 22 settembre, secondo quanto scrive oggi il Sole 24 Ore, gli advisor ingaggiati dall’azienda guidata da Carlo Fuortes (Pedersoli per
gli aspetti legali e Lazard per i profili finanziari) si limiteranno, per ora, a ragguagliare i consiglieri con due informative. La prima informativa è più focalizzata sul Dpcm con cui è stato deciso quest’ ulteriore snodo e la seconda è più incentrata sulle possibili tecnicalità del deal.

Ei Towers è controllata al 60% da F21 e per il restante 40% da Mediaset.

I contorni della potenziale fusione Rai Way Ei Towers sarebbero ancora da definire sulla base di alcuni punti fermi, scrive il giornale. Il primo arriva direttamente dal Dcpm che fissa la permanenza in Borsa dell’entità nata dalla futura combinazione e che dunque, data l’impossibilità di procedere a un’acquisizione pura e semplice (difficilmente sostenibile per le due società in pista), spianerebbe la strada a una fusione per incorporazione.

Quest’ ultima opzione, però, stando sempre al dettato di Palazzo Chigi, deve mantenere il controllo dell’infrastruttura strategica in capo alla Rai (che naturalmente vuole anche trarre beneficio per i suoi conti dall’ulteriore discesa nel capitale di Rai Way). E deve soddisfare i requisiti Antitrust, il cui faro è acceso sugli effetti concorrenziali derivanti dall’aggregazione dei due promessi sposi. Questo significa che, per non incorrere nell’altolà dell’Agcm, come ha ipotizzato anche il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, in recenti audizioni presso la Commissione di Vigilanza, il 30% della super Rai Way possa essere detenuto direttamente dal Mef o da un altro soggetto pubblico (ad esempio Cdp).

Uno degli schemi circolati nelle ultime settimane passa, per esempio, attraverso la distribuzione di un dividendo straordinario asimmetrico che servirebbe alla Rai per rimpinguare un po’ la cassa (si è parlato di 300-400 milioni, ma la cifra finale potrebbe essere diversa) a fronte di un maggiore peso azionario di F2i (33%) nell’assetto finale con Viale Mazzini al 30% e Mediaset al 23 per cento.

Ma questa suddivisione con cedola extra – senza la quale, invece, la Rai manterrebbe la quota maggioritaria della società futura considerando una
fusione per incorporazione con i soli multipli dei rispettivi Ebitda – dovrebbe essere accordata all’esigenza di assicurare alla Rai il controllo dell’infrastruttura come chiede il Dpcm.

Le ipotesi al vaglio sono diverse. Tut-
ti scenari possibili, conclude il giornale, su cui si stanno confrontando i protagonisti della partita alla ricerca di una quadra. Certo è che il calcio di inizio non potrà che esserci con il prossimo governo.

In Borsa alle ore 10 le azioni Rai Way trattano in buon rialzo con un +1,5% a 4,886 euro.

tim cvc 27-09-2022 — 11:02

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