Mar 17 Settembre 2019 — 22:06

Fincantieri-Leonardo, rispunta fra le polemiche l’ipotesi delle nozze



Torna in auge l’ipotesi di unire i due gruppi italiani secondo un modello già delineato dal Governo Renzi con il progetto Capricorn. Molti dubbi tra gli analisti e il premier Conte nega seccamente

fincantieri

Titolo Fincantieri in spolvero a Piazza Affari in scia non solo all’offerta presentata insieme a Brodosplit per rilevare il gruppo navalmeccanico croato Uljanik.

A sostenere i corsi azionari sono infatti le nuove indiscrezioni del quotidiano Il Messaggero su un progetto già emerso in passato con il Progetto Capricorn del governo Renzi: le nozze con Leonardo, l’ex Finemccanica. La testata romana indica anche delle tempistiche e alcuni dettagli del nuovo progetto all’esame del governo.

Si parla della prossima primavera e dell’assemblea del 5 aprile prossimo come orizzonte temporale e di Giuseppe Bono quale timoniere del nuovo conglomerato destinato a unire, secondo un modello già seguito in Francia, armamenti, aerei e navi e a consentire all’Italia di non rimanere alla finestra nella partita della Difesa.

L’operazione potrebbe prevedere il delisting di Leonardo ed il suo passaggio alla Cassa depositi e prestiti, attuale controllante di Fincantieri con il 71,6% del capitale. Dopo di che si procederebbe con una fusione che riunirebbe due gruppi che fino alla metà degli anni ’80 erano già una cosa sola.

Sull’operazione gli analisti esprimono per lo più un forte scetticismo. “Per quanto ci si siano sinergie nel settore della difesa, riteniamo che la crescita di Fincantieri sia fondamentalmente guidata dal settore delle costruzioni navali e delle navi da crociera, mentre Leonardo è maggiormente esposta sugli elicotteri. Inoltre non ci è chiaro se ci sia una volontà politica sufficiente a portare avanti una transazione così complessa”, affermano da Mediobanca ricordando come non sia la prima volta che emergono indiscrezioni del genere.

“Riteniamo – aggiunge Equita Sim – che la creazione di un unico polo nazionale della difesa con dimensioni tali da colmare in parte il gap rispetto ai principali concorrenti possa considerarsi un progetto razionale. Resterebbero però da chiarire le modalità e i tempi di applicazione, senza dimenticare il supporto politico. Varie fonti parlano di passaggio della quota di controllo di Leonardo dal ministero del Tesoro a Fintecna, implicando l’Opa obbligatoria, uno scenario che riteniamo evitabile. Con una semplice fusione ai prezzi attuali la quota di controllo dello Stato andrebbe al 41%”

Laconico il commento di Banca Akros, secondo cui le indiscrezioni sono senza fondamento e irragionevoli.

Alla fine è arrivata anche la smentita dal capo del governo. Il premier Giuseppe Conte ha parlato di una ipotesi “destituita di ogni fondamento”. “Non stiamo pensando a nulla di tutto ciò. Non c’è nulla sul tavolo”, ha aggiunto Conte, che proprio oggi ha fatto tappa in Piazza Affari, dove ha incontrato l’ad di Borsa Italiana, Raffaele Jerusalmi. “Mi hanno parlato di queste indiscrezioni di stampa in cui si citano fonti del governo. Respingo nella maniera più assoluta queste indiscrezioni”.

Del resto, per Conte, si tratta di “società quotate e il governo non interviene su questo genere di imprese quotate. Tra l’altro queste notizie alterano anche le dinamiche di mercato”.

Alle 13,15 le azioni Fincantieri guadagnano l’1,9% mentre il titolo dell’ex Finmeccanica perde lo 0,77%.

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