Sab 14 Dicembre 2019 — 04:35

Fincantieri, analisti stimano un utile di 81 milioni nel 2019. Ricavi a 5,31 miliardi



Dal consensus fornito dalla stessa società della cantieristica navale emerge un quadro di sostanziale crescita per tutte le principali voci del conto economico. Intanto è iniziata la partita per il rinnovo dei vertici con la conferma di Bono voluta dalla Lega e messa in forse dal M5S

fincantieri

Titolo Fincantieri ben intonato a Piazza Affari nel giorno in cui il consiglio di amministrazione è chiamato ad approvare i risultati di bilancio del 2018.

Il gruppo navalmeccanico ha intanto fornito il consenso degli analisti da cui emerge una crescita generalizzata per i principali indicatori di conto economico. I ricavi dovrebbero essere saliti dai 5,02 miliardi del 2017 a 5,31 miliardi, l’Ebitda da 341 milioni a 389 milioni, l’Ebit da 221 milioni a 258 milioni e l’utile netto da 57 a 81 milioni. In peggioramento è previsto l’indebitamento, da 314 milioni a 430 milioni.

Nel caso venissero confermate tali cifre, Fincantieri avrebbe chiuso l’ennesimo bilancio in decisa crescita a conferma delle strategie varate negli ultimi anni dall’amministratore delegato Giuseppe Bono. Il manager è però finito nel tritacarne delle nomine dei grandi gruppi pubblici. All’interno del governo sarebbe emersa una spaccatura tra l’anima leghista, propensa a confermare Bono al timone di Fincantieri, e quella pentastellata, desiderosa, invece, di procedere con un ricambio al vertice o comunque di ridurre l’influenza del dirigente calabrese affidando alcune deleghe a un nuovo presidente.

Il leghista Matteo Salvini, vice premier e ministro degli Interni, ha comunque appoggiato esplicitamente e pubblicamente la conferma di Bono: “Lo stimo per quello che ha fatto e conto che continui a farlo a lungo”, ha affermato Salvini, mentre un altro esponente della Lega, Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastrutture, ha sottolineato come Bono abbia “gestito molto bene Fincantieri, e non sarebbe facile trovare un manager con le sue caratteristiche. Normalmente i manager si cambiano quando non funzionano, e non mi sembra questo il caso: Bono ha la vision per garantire l’aumento dell’occupazione anche dopo il 2030. Se dovessi scegliere un altro management vorrei capire se ha le stesse caratteristiche e la stessa visione”.

Per il Movimento 5 Stelle ha parlato, invece, il sottosegretario Stefano Buffagni: “Credo che Bono sia una risorsa importante. La sua esperienza e le sue capacità anche a livello internazionale sono preziose per Fincantieri e l’Italia. Allo stesso tempo, però, è necessario ricordare che Bono ha 75 anni e che è compito del Governo, e credo che Salvini condivida, pensare a pianificare il futuro di un’azienda importante come Fincantieri. Si tratta di una società quotata, non un’Autorità interna del Paese – ha aggiunto – ed è doveroso fare attente valutazioni e trovare la soluzione migliore possibile nell’interesse dell’Italia. Per questo abbiamo iniziato una riflessione anche con lo stesso Bono per ragionare su come gettare le basi per il futuro”.

“La mia riconferma dipende dall’azionista”, che deve “proporla” e poi “dipende dal sottoscritto accettarla. Ringrazio Matteo Salvini e sono contento per le sue parole di stima”, ha replicato Bono, che secondo molte indiscrezioni sarebbe comunque pronto a lasciare l’incarico nel caso di un ridimensionamento della sua sfera di influenza sul gruppo della cantieristica navale.

Intanto a Piazza Affari le azioni Fincantieri guadagnano, alle 10,21, l’1,59% a 1,025 euro.

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