Gio 21 Novembre 2019 — 02:58

Ferrari volatile in Borsa dopo i target del Piano



Le azioni vanno sull’ottovolante durante la presentazione di un nuovo business plan senza particolari sorprese per gli investitori

Titolo Ferrari fortemente volatile mentre a Maranello si svolge la presentazione delle linee guida del nuovo Piano Industriale al 2022.

Il mercato borsistico ha prima premiato le azioni del Cavallino Rampante con un balzo di oltre il 2% grazie alle prime indicazioni sulla nuova Ferrari Monza, una barchetta in edizione limitata, ma successivamente il titolo ha imboccato la strada dei ribassi con gli investitori non particolarmente sorpresi soprattutto dai target finanziari.

Nello specifico la Casa di Maranello punta ad aumentare i ricavi dai 3,4 miliardi di euro del 2017 ai 3,8 miliardi del 2020 per arrivare ai 5 miliardi del 2021 anche grazie al lancio di 15 modelli e ad un incremento “significativo” del mix di prezzo. Tra l’altro è previsto un progressivo passaggio verso l’ibrido con il 60% dei modelli dotati di propulsori con doppia alimentazione.

Dopo il piano è previsto anche l’atteso Suv, che però sarà più che altro una reinterpretazione dei veicoli a ruote alte per non minacciare l’eredità storica della Casa di Maranello. Si chiamerà Purosangue e la sua nascita è stata spiegata dal neo ad Louis Camilleri: “Non voglio sentire la parola Suv nella stessa frase di Ferrari. Mi dispiace per chi può farlo a cuor leggero, ma per noi non sarà così. Il nostro modello ad assetto alto si chiamerà Purosangue e verrà presentato alla fine del piano. Sarà versatile e spazioso, ma sarà una Ferrari in tutto e per tutto”. Da ferrarista tradizionale ero scettico. Ma dopo aver visto gli sketch di design sono diventato un sostenitore di questo progetto”.

Da un punto di vista reddituale la Ferrari punta inoltre ad aumentare l’utile operativo da 780 milioni a 900 milioni e quindi a 1,2 miliardi mentre l’Ebitda adjusted, l’indicatore maggiormente sorvegliato dal mercato, è atteso salga da 1 a 1,3 miliardi e quindi all’interno del range tra 1,8 e 2 miliardi con un margine in crescita da dal 30% al 38%. E questo dato ha probabilmente deluso gli investitori che l’hanno visto come un taglio alle precedenti ambizioni volute dallo scompare Sergio Marchionne.

La Ferrari punta anche ad azzerare il debito per il 2022 e a generare flussi di cassa industriali per 1,1/1,25 miliardi da utilizzare non solo per sostenere un piano di investimenti da 3,6 miliardi di euro nell’intero arco del piano ma anche per remunerare gli azionisti. In tal senso è previsto un programma di buy-back quadriennale da 1,5 miliardi e un aumento del pay-out del dividendo al 30% dell’utile netto.

A Piazza Affari le azioni del Cavallino Rampante, dopo una prima parte di seduta in rialzo di oltre il 2%, hanno prima ritracciato annullando tutti i guadagni per poi virare al ribasso con una perdita di oltre il 3%. Quindi, a dimostrazione della forte volatilità, il titolo è tornato verso la parità pur rimanendo in territorio negativo. Alle 12,50 perde lo 0,4% a 112,50 euro.

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