Mer 26 Giugno 2019 — 12:49

Fca decolla in Borsa dopo manovre per fusione con Renault: i dettagli dell’operazione



Fusione “alla pari” che ha già ricevuto l’assenso del governo di Parigi (azionista di Renault al 15%) e piace anche a Roma. Il board francese ricambia l’interesse

fca renault fusione

(Articolo aggiornato alle ore 12:24) – Le azioni Fca decollano in Borsa dopo l’annuncio delle probabili storiche nozze tra Fiat Chrysler e Renault. Una fusione “alla pari” che ha già ricevuto l’assenso del governo di Parigi (azionista di Renault al 15%) e piace anche a Roma. L’operazione prevede anche uno spin off di Comau. Prima che l’operazione di fusione con il gruppo Renault sia completata – spiega Fca in una nota – per attenuare la disparità dei valori sul mercato azionario, gli azionisti di Fiat Chrysler riceverebbero anche un dividendo di 2,5 miliardi di euro.

Inoltre, prima del completamento dell’operazione, sarebbero distribuite agli azionisti di Fca le azioni Comau oppure una cedola aggiuntiva di 250 milioni di euro se lo spin-off di Comau non dovesse avere corso.

La proposta di Fca a Renault

Il sodalizio Italia-Francia, che si ripropone questa volta nell’auto, era stato preannunciato nel fine settimana da indiscrezioni sempre più fitte. Questa mattina Fca ha confermato di avere inviato al cda di Renault una lettera non vincolante proponendo “una aggregazione delle rispettive attività nella forma della fusione 50/50”.

Il cda di Renualt a fine mattinata ha fatto sapere che la proposta avanzata da Fca “rassicura la presenza manifatturiera di Renault” e “crea ulteriore valore per l’alleanza” con Nissan e Mitsubishi. Il board “ha deciso di studiare con interesse l’opportunità di una tale combinazione”.

Da fusione Fca-Renault colosso da 170 miliardi

L’aggregazione “creerebbe uno dei principali produttori di auto al mondo in termini di fatturato, volumi, redditività e tecnologia a beneficio dei rispettivi azionisti e degli stakeholders delle società – spiega Fca -. La società risultante venderebbe annualmente circa 8,7 milioni di veicoli e i benefici dell’operazione non si otterrebbero con la chiusura di stabilimenti ma deriverebbero da investimenti più efficienti in termini di utilizzo del capitale in piattaforme globali dei veicoli, in architetture, in sistemi di propulsione e in tecnologie”. Un passaggio quest’ultimo che mira a rassicurare i sindacati che nelle ultime ore hanno messo le mani avanti.

Il nuovo polo rappresenta potenzialmente il terzo costruttore automobilistico al mondo, alle spalle dei gruppi Volkswagen e Toyota. Se l’alleanza venisse in seguito estesa a Nissan-Mitsubishi, attualmente al quinto posto della classifica mondiale, il nuovo gruppo balzerebbe al primo posto con 15,6 milioni di vetture vendute.

Dalla fusione di Fca con Renault nasce in prospettiva una società da 170 miliardi di euro. Aggregando i rispettivi risultati 2018 si ottiene inoltre un utile operativo di oltre 10 miliardi e un utile netto di oltre 8 miliardi di euro.

Sinergie per oltre 5 miliardi

Fca e Renault dalla fusione realizzerebbero “oltre 5 miliardi stimati di sinergie ‘run-rate’ annuali”.

I francesi ottengono con jeep lo sbarco negli Usa, oltre che l’accesso a mercati inesplorati come quelli di Maserati e Alfa Romeo, mentre Fca secondo gli analisti avrà accesso a nuove tecnologie anche in relazione a veicoli elettrici e riduzione delle emissioni.

Fca stima che circa il 90% delle sinergie deriverebbe da risparmi di acquisto (circa 40%), efficienze R&S (circa 30%), produzione e efficienze delle attrezzature (circa 20%). In queste stime sui risparmi sarebbe inclusa la possibilità di ridurre il numero complessivo di piattaforme di veicoli di circa il 20% e delle famiglie di motori di circa il 30%.

Fca-Renault quotata a Milano, Parigi e Wall Street

Sull’importante fronte della governance, il cda della società risultante dalla fusione sarebbe inizialmente composto da 11 membri con una maggioranza di consiglieri indipendenti e con un numero uguale di consiglieri, 4 ciascuna, in rappresentanza di Fca e Groupe Renault e uno designato da Nissan.

Secondo gli analisti di Intermonte, la struttura dell’azionariato di Fca-Renault post-fusione dovrebbe vedere Exor al primo posto del gruppo con il 13% del capitale, davanti alla Francia e a Nissan, che avranno il 7% ciascuna. A seguire i fondi Tiger al 3%, Harris, Blackrock e Vanguard con il 2%, quota che avrà la stessa Renault, mentre Daimler avrà l’1%. Il restante 53% resterebbe in mano al mercato.

La nuova entità combinata secondo alcune ipotesi potrebbe essere presieduta presidente di Fiat Chrysler, John Elkann, mentre la casella di ad potrebbe essere riempita con il nome del presidente della Renault, Jean-Dominique Senard.

Quotazione di Borsa prevista da Fca a Milano, Parigi e Wall Street.

A Piazza Affari intanto alle ore 12,24 azioni Fca in rialzo del 10,63% a 12,674 euro, con la casa madre Exor a +6,2%, a Parigi Renault +15,2%.

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