Sab 23 Gennaio 2021 — 23:58

Eni lancia con successo doppio bond ibrido



Si tratta di due emissioni inaugurali di obbligazioni subordinate ibride perpetue, denominate in euro, a tasso fisso e destinate a investitori istituzionali

eni bond ibrido

(Articolo aggiornato dopo la chiusura di Borsa) – Eni torna sul mercato obbligazionario con un doppio bond subordinato ibrido perpetuo. Le obbligazioni, fa sapere il gruppo guidato da Claudio Descalzi, serviranno a finanziare i futuri fabbisogni e a mantenere una struttura finanziaria equilibrata.

Eni, doppio bond ibrido

Si tratta di due emissioni inaugurali di bond subordinati ibridi perpetui, denominati in euro, a tasso fisso e destinati a investitori istituzionali, che hanno rappresentato il più grande collocamento di bond ibridi mai emesso da una società corporate italiana.

Eni ha la possibilità di rimborsare ciascuno dei bond ibridi in qualsiasi momento nei 90 giorni precedenti la relativa prima reset date e, successivamente, ad ogni data di pagamento degli interessi.

La prima reset date per il primo prestito obbligazionario è prevista a 5,25 anni dall’emissione (13 gennaio 2026) e per il secondo prestito obbligazionario a 9 anni dall’emissione (13 ottobre 2029).

Entrambe le tranche hanno importo 1,5 miliardi. Forte la domanda, pari a circa 14 miliardi complessivamente.

Rendimento bond ibrido Eni

La prima emissione perpetua subordinata ibrida con periodo di ‘non-call’ di 5,25 anni è stata emessa a un prezzo di re-offer del 99,403% e una cedola annua del 2,625% fino alla prima data di reset prevista il 13 gennaio 2026. A partire da tale data, qualora non sia avvenuto il rimborso anticipato entro la prima data di reset, che coincide con l’ultimo giorno di rimborso anticipato, l’obbligazione paga interessi annui pari al tasso mid-swap a cinque anni incrementato di un margine iniziale di 316,7 punti base, incrementato di un ulteriore margine di 25 punti base a partire dal 13 gennaio 2031 e di un successivo aumento di ulteriori 75 punti base a partire dal 13 gennaio 2046.

Il secondo bond vede un prezzo di re-offer del 100% e una cedola annua del 3,375% fino alla prima data di reset prevista il 13 ottobre 2029 e successivamente in assenza di rimborso anticipato paga interessi pari al mid-swap incrementato di un margine iniziale di 364,1 punti base, incrementato di un ulteriore margine di 25 punti base a partire dal 13 ottobre 2034 e di un successivo aumento di ulteriori 75 punti base a partire dal 13 ottobre 2049.

Sindacato di banche

Per l’operazione Eni si è avvalsa di un sindacato di banche composto da Barclays, Bnp Paribas, Citi, Goldman Sachs International, Hsbc, Santander, Smbc Nikko e Unicredit in qualità di joint lead managers.

Le due emissioni avvengono in esecuzione di quanto deliberato dal cda di Eni lo scorso 1 ottobre e saranno quotate sul mercato regolamentato della borsa di Lussemburgo.

“Il mercato, pur in un contesto di forte volatilità, ha riconosciuto ampia fiducia nella solidità finanziaria e nella strategia di transizione energetica di Eni”, ha commentato in serata l’ad Descalzi.

La data di regolamento prevista per le obbligazioni ibride è 13 ottobre 2020. Atteso un rating di Baa3 da Moody’s, BBB da S&P e Fitch), e un ‘equity credit’ del 50%.

In Borsa le azioni Eni hanno chiuso in rialzo del +3,41% a 6,918 euro, approfittando anche del recupero dei prezzi del petrolio.

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