Dom 19 Settembre 2021 — 07:48

Eni emette nuove obbligazioni ibride perpetue



Due bond per complessivi 2 miliardi di euro collocati con successo a fronte di una domanda per oltre 7 miliardi

azioni eni

Eni ha collocato oggi con successo due emissioni di obbligazioni subordinate ibride perpetue, per complessivi 2 miliardi di euro, a tasso fisso e destinate ad investitori istituzionali.

Forte la domanda con ordini per più di 7 miliardi di euro, principalmente da Regno Unito, Francia, Germania e Italia.

In particolare, la prima obbligazione ibrida dell’ammontare di 1 miliardo di euro ha un periodo di “non-call” di 6 anni, con un prezzo di re-offer del 100% e una cedola annua del 2,000% fino alla prima data di reset prevista l’11 maggio 2027. A partire da tale data, qualora non sia avvenuto il rimborso anticipato entro la prima data di reset, che coincide con l’ultimo giorno di rimborso anticipato, l’obbligazione ibrida 6 anni Non-call paga interessi annui pari al tasso Euro Mid Swap a cinque anni di riferimento incrementato di un margine iniziale di 220,4 punti base, incrementato di un ulteriore margine di 25 punti base a partire dall’11 maggio 2032 e di un successivo aumento di ulteriori 75 punti base a partire dall’11 maggio 2047.

L’altra emissione da 1 miliardo ha un periodo di “non-call” di 9 anni, con un prezzo di re-offer del 99,607% e una cedola annua del 2,750% (corrispondente a un rendimento annuo del 2,8%) fino alla prima data di reset prevista l’11 maggio 2030. A partire da tale data, qualora non sia avvenuto il rimborso anticipato entro la prima data di reset, che coincide con l’ultimo giorno di rimborso anticipato, l’obbligazione ibrida 9 anni Non-call paga interessi annui pari al tasso Euro Mid Swap a cinque anni di riferimento incrementato di un margine iniziale di 277,1 punti base, incrementato di un ulteriore margine di 25 punti base a partire dall’11 maggio 2035 e di un successivo aumento di ulteriori 75 punti base a partire dall’11 maggio 2050.

Le due emissioni di obbligazioni Eni ibride sono state lanciate in esecuzione di quanto deliberato dal cda il 1 ottobre 2020 e sono destinate a finanziare i futuri fabbisogni e a mantenere una struttura finanziaria equilibrata.

Eni ha diffuso nei giorni scorsi risultati del primo trimestre sostanzialmente positivi anche se inferiori alle attese.

Eni si è avvalsa di un sindacato di banche composto da Barclays, Bnp Paribas, Citigroup, Goldman Sachs International, IMI – Intesa Sanpaolo, MUFG, NatWest Markets e UniCredit quali joint lead managers.

Si prevede che le agenzie di rating assegnino alle obbligazioni un rating di Baa3 / BBB / BBB (Moody’s / S&P / Fitch) ed un “equity credit” del 50%.

In Borsa le azioni Eni hanno chiuso oggi invariate a 10,10 euro a fronte di una giornata di forti realizzi per piazza Affari (Ftse Mib -1,81%).

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