Mer 28 Settembre 2022 — 01:03

Eni debole in Borsa, Shell paga a caro prezzo l’uscita dalla Russia



Svalutazioni fino a 5 miliardi a dollari. Per la major l’impatto dell’uscita dalle joint-venture con Gazprom e Nord Stream 2 è peggiore delle attese

Eni debole in Borsa, in linea con il comparto europeo, dopo l’annuncio arrivato stamattina da Shell, che nel primo trimestre si aspetta svalutazioni sulle attività in Russia fino a 5 miliardi di dollari.

Shell prevede svalutazioni tra 4 e 5 miliardi al netto delle imposte sulle sue attività in Russia. La major del petrolio e del gas ha affermato che l’ammortamento al lordo delle imposte sarà di 1,2-1,4 miliardi di dollari per la divisione integrata del gas, 2,8-3,1 miliardi per l’upstream, 700-900 milioni per i prodotti petroliferi e 250-300 milioni per il settore chimico.

Shell aveva già avvertito a marzo che l’uscita dalle joint-venture con Gazprom e dal gasdotto Nord Stream 2 avrebbero comportato un impatto sui conti. Ma i numeri sono comunque peggiori delle attese.

Le svalutazioni non influiranno sugli utili rettificati, ha aggiunto Shell.

Fra le banche d’affari, Rbc e Jefferies restano positive su Shell, su cui confermano le rispettive raccomandazioni buy; da Rbc buy confermato anche per Eni con target price a 14 euro.

Il titolo Shell a Londra cede a metà mattina oltre 1 punto percentuale; a Milano alle ore 10,28 le azioni Eni segnano -0,72% a 13,292 euro, con il Ftse Mib a +0,2%.

tim cvc 27-09-2022 — 11:02

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