Gio 22 Agosto 2019 — 03:33

Eni annuncia il Piano al 2022. Aumentano le cedole e il buy-back



La multinazionale presenta il nuovo piano e annuncia un miglioramento della politica di remunerazione degli azionisti con un aumento dei dividendi e del programma di buy-back

Eni semestrale news

Eni accelera al rialzo in scia alla presentazione delle linee guida del Piano Strategico 2019-2022.

“Nel corso degli ultimi cinque anni – ha affermato l’amministratore delegato Claudio Descalzi – abbiamo messo in atto una strategia di trasformazione ideata con lo scopo di rafforzare il nostro modello di business riducendo drasticamente il debito, aumentando la produzione e trovando nuovi modi per differenziare la nostra compagnia. Abbiamo costruito una nuova Eni fondata sull’efficienza, l’integrazione e l’impiego di nuove tecnologie. Rafforzeremo e diversificheremo ulteriormente il nostro portafoglio in bacini a basso costo ma ad alto potenziale, continueremo a perseguire ulteriori opportunità lungo la catena del valore, e cresceremo nelle rinnovabili e nei biocarburanti facendo di Eni una società più profittevole”.

“Siamo fortemente impegnati a lavorare per un futuro a basse emissioni e oggi stiamo fissando un nuovo obiettivo, vale a dire raggiungere la neutralità carbonica nel settore upstream entro il 2030. Creare valore per gli azionisti rimane la nostra principale priorità, e per questo abbiamo deciso di annunciare l’aumento del dividendo 2019 del 3,6% a 0,86 euro per azione, in linea con la nostra politica di remunerazione progressiva. Inoltre, daremo il via a un programma quadriennale di buyback che prevede, nel 2019, un ammontare di 400 milioni di euro, mentre per i tre anni successivi, assumendo un leverage stabilmente inferiore al 20%, un ammontare annuale di 400 milioni di euro in uno scenario di Brent a 60-65 dollari, oppure 800 milioni di euro con un prezzo del Brent superiore a 65 dollari al barile”, ha aggiunto Descalzi.

In particolare nell’Upstream Eni punta produrre 2,5 mld di barili di olio equivalente di nuove risorse perforando 140 pozzi esplorativi, a raggiungere il break even dei nuovi progetti con un Brent a 25 dollari e a conseguire un Free Cash Flow cumulato di 22 miliardi.

Nel segmento mid-downstream si prevede di più che raddoppiare l’utile operativo a 2 miliardi e di raggiungere un Free Cash Flow di circa 5 miliardi. “Grazie all’acquisizione del 20% della raffineria di Ruwais negli Emirati Arabi Uniti, un impianto top-class a livello mondiale, abbiamo rafforzato il nostro business della raffinazione. Questa acquisizione ci ha consentito di aumentare la nostra capacità globale di raffinazione del 35%, e del 40% nel 2023, portando il breakeven del margine di raffinazione a 1,5 dollari al barile. Il GNL giocherà un ruolo cruciale nella nostra crescita futura e ci aspettiamo di raggiungere 14 milioni di tonnellate all’anno (MTPA)di volumi contrattualizzati entro il 2022 e 16 MTPA entro il 2025”, ha spiegato Descalzi. Nella Chimica, contiamo di rafforzare il business e di essere maggiormente resilienti facendo leva sulla differenziazione del portafoglio per aumentare i nostri margini”.

Nel campo delle rinnovabili Eni intende incrementare la sua presenza per arrivare a superare gli
1,6 GW di capacità installata al 2022 e i 5 GW entro il 2025 anche grazie a spese in conto capitale da 1,4 miliardi. Nel complesso il Capex sarà di 33 miliardi, di cui 8 nel solo 2019.

Alle 11,52 le azioni della multinazionale petrolifera mettono a segno un rialzo dell’1,54% a 15,778 euro.

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