Mer 05 Agosto 2020 — 00:50

De Bustis (Popolare Bari): troppi prestiti irregolari



Dure accuse in un’intervista: “In questi anni di mala gestione hanno prevalso vere e proprie patologie, con un processo decisionale concentrato in un’enclave ristretta che ha tenuto il vecchio cda e il collegio sindacale all’oscuro di quanto avveniva”

Popolare Bari esuberi

Vincenzo De Bustis, ad della Popolare di Bari, esce allo scoperto in un’intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera, mentre proseguono le trattative serrate per il salvataggio della banca ad opera del Fitd e dello Stato. Il manager ammette l’ammanco potenziale fino a 1 miliardo e punta il dito contro i prestiti concessi in passato dalla Bpb con una gestione del credito “al di fuori delle regole”.

De Bustis: la Popolare Bari sconta gestione dei prestiti

La Banca popolare di Bari, spiega De Bustis al Corriere, “ha bisogno di una ricapitalizzazione immediata, tanto più rapida nel momento che deve avvenire in un approccio di piena trasparenza che inciderà ancora di più sul patrimonio. Occorrono fra 800 milioni e 1 miliardo. La banca ha crediti deteriorati per il 25-26% del portafoglio. Il costo del credito ha superato ogni misura accettabile”.

Il manager aggiunge che “la banca ha perso 1 miliardo di euro e lo si può attribuire per una una parte alla recessione ma un’altra a una gestione creditizia al di fuori delle regole, negli ultimi 3 o 4 anni. Gli stessi revisori di Pwc hanno registrato un aggiramento delle norme. Abbiamo montagne di documentazione al riguardo”.

de bustis popolare bari

L’ad della Banca Popolare di Bari, Vincenzo De Bustis

Mala gestione

“Negli ultimi 3/4 anni non ci sono stato” afferma peraltro De Bustis, le cui affermazioni faranno discutere. “In questi anni di mala gestione hanno prevalso vere e proprie patologie, con un processo decisionale concentrato in un’enclave ristretta che ha tenuto il vecchio cda e il collegio sindacale all’oscuro di quanto avveniva. I verbali del comitato crediti erano addomesticati, non veritieri, redatti ad uso e consumo di quell’enclave”. Quanto all’entità delle perdite, che su questo fronte “ammontano a centinaia di milioni”, è “solo l’inizio, altro arriverà”.

Per quanto riguarda il rilancio, De Bustis assicura che “si può fare. Da inizio settembre, quando è iniziata la mia gestione, la banca è operativamente in pareggio, anche se la struttura è disorientata e la gestione povera di innovazione e creatività. Ma se messa a lavorare, i risultati arriveranno”. Sulla sottoscrizione dell’aumento, “stiamo già parlando con gli investitori istituzionali, ma possono entrare solo dopo un rigoroso processo di riconoscimento delle perdite”.

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