Mar 26 Maggio 2020 — 22:58

Creval, via libera assemblea all’azione di responsabilità



Nel mirino anche l’ex presidente Fiordi,. Approvato inoltre il raggruppamento delle azioni

creval azione di responsabilità

L’Assemblea del Credito Valtellinese (Creval) ha dato luce verde all’azione di responsabilità nei confronti di ex amministratori, sindaci e membri della direzione generale. Approvato anche (con il 99,61% del capitale presente) il bilancio 2019 chiuso con un utile netto consolidato pari a 56,2 milioni di euro, in crescita del 77% rispetto a 31,7 milioni di euro dell’esercizio 2018.

Creval, azione di responsabilità contro ex vertici

Il via libera è arrivato con l’88,72%. Sotto la lente del nuovo cda, guidato da Luigi Lovaglio, sono finiti alcuni affidamenti concessi tra il 2008 e il 2012 a due società che in seguito sono entrate in crisi generando una perdita di circa 8,4 milioni di euro: si tratta di Grattarola e Msv Holding.

Secondo l’accusa dell’attuale management, “i membri della direzione generale non hanno adottato efficaci interventi di assetto dei controlli interni, con specifico riferimento al processo del credito in ogni sua fase, né sono interventi per impedire (o rimediare alle conseguenze di) fatti pregiudizievoli, dei quali sono venuti (o avrebbero dovuto venire) a conoscenza”.

Vecchia gestione

L’azione di responsabilità Creval (ex artt. 2392, 2393, 2407 e 2396 c.c.) era stata proposta nei confronti di alcuni esponenti espressione della vecchia gestione: l’ex presidente Giovanni De Censi; Gabriele Cogliati; Aldo Fumagalli Romario; Alberto Ribolla; Paolo De Santis; Michele Colombo; Paolo Scarallo; Angelo Garavaglia; l’ex presidente Miro Fiordi e Luciano Filippo Camagni.

Votando a favore, i soci del Credito Valtellinese hanno accettato di conferire al cda “ogni potere per intraprendere ogni opportuna complementare o diversa azione legale e risarcitoria e adottare tutti gli opportuni provvedimenti o assumere ogni più opportuna iniziativa, in ogni sede giudiziale e non, anche in relazione ad altri fatti ed operazioni comunque connessi”.

La replica di Fiordi

L’ex presidente Miro Fiordi ha preso atto del voto assembleare “rispetto alla vicenda relativa all’ex mobilificio Grattarola. Questione che risale a dodici anni fa e sulla quale, nel tempo, si sono pronunciati più volte gli uffici e le autorità competenti, sempre considerando pienamente legittime le delibere assunte. Non si può non sottolineare, in ogni caso, come un’affluenza inferiore al 50% all’assemblea e alla suddetta votazione sia un elemento che evidenzia come non ci sia un convinto appoggio da parte della base societaria al management. Da sempre ho grande fiducia nel lavoro degli organi giudiziari e, nel caso specifico, sono convinto che i giudici del Tribunale civile analizzeranno in maniera puntuale ogni aspetto della vicenda. La delibera assunta oggi dall’assemblea di Creval apre inevitabilmente l’opzione di un risarcimento danni – ha sottolineato Fiordi – , ponendo la banca in una posizione di difficoltà, a fronte di probabili perdite economiche che non possono certo giustificarsi per presunti scopi di discontinuità.

Raggruppamento azioni

L’assemblea ha inoltre approvato il raggruppamento delle azioni ordinarie secondo il rapporto di un’azione ogni 100. “Tale raggruppamento – secondo la banca – consentirà di portare benefici in termini di volatilità e liquidità dell’azione e di migliorare la percezione del titolo Creval da parte del mercato, riposizionandolo in termini di prezzo tra gli istituti bancari comparabili”.

Via libera degli azionisti anche alla “copertura delle poste negative del patrimonio netto, risultanti dopo la destinazione dell’utile di esercizio, mediante utilizzo delle riserve disponibili e per la parte residua mediante riduzione su base volontaria del capitale sociale, creando così le condizioni per il ritorno alla distribuzione del dividendo”.

In Borsa alle ore 16,49 le azioni Credito Valtellinese segnano -3,12% a 0,0435 euro, con il Ftse Italia Banche a -1,9%.

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