Mer 08 Dicembre 2021 — 12:51

Creval torna sotto i riflettori, Crédit Agricole deposita in Consob documento Opa



Si attendono le valutazioni del cda del Credito Valtellinese assistito dagli advisor. Intanto anche Hosking Partners ritiene l’offerta non sufficiente

creval fusione

Credito Valtellinese (Creval) torna sotto i riflettori dopo che il Crédit Agricole Italia ha depositato in Consob il documento di offerta relativo all’opa lanciata nelle scorse settimane.

Creval, Crédit Agricole deposita documento Opa

Si attendono ora le valutazioni del cda del Creval assistito dai propri advisor. L’istituto finora ha messo in chiaro che l’opa di Credit Agricole è giunta inattesa e non concordata.

Per difendersi dalle avances dei francesi il cda guidato da Luigi Lovaglio ha arruolato BofA Securities, Mediobanca e Intermonte Sim quali advisor finanziari e lo Studio Legale Cappelli Rccd come consulente legale.

Le azioni Credito Valtellinese continuano a trattare sopra il prezzo dell’opa. Gli analisti sono divisi sull’opportunità o meno per gli azionisti di aderire all’offerta.

L’offerta pubblica di acquisto con corrispettivo in denaro da parte di Credit Agricole Italia è pari a 10,50 euro per azione. Tale prezzo equivale a un investimento totale di 737 milioni da parte della Banque Verte per arrivare a detenere il 100% delle azioni Creval. Il corrispettivo incorpora un premio del 53,9% rispetto al prezzo medio ponderato degli ultimi 6 mesi prima dell’annuncio.

Creval, per fondo Hosking offerta Crédit Agricole insufficiente

Intanto dopo il fondo Petrus, che si era pronunciato nelle scorse settimane chiedendo 14 euro, anche Hosking Partners (azionista di Creval al 4,72%) ha fatto sapere che l’offerta di Agricole è da considerare insufficiente.

“L’attuale offerta è inferiore alla nostra visione di fair value e non riflette un premio di controllo adeguato. Inoltre, lascia tutti i vantaggi sostanziali della sinergia nelle mani di Crédit Agricole”, scrive Django Davidson, per conto della società di investimento in una lettera indirizzata all’ad Luigi Lovaglio e al cda.

“Come punto di partenza, consideriamo il valore contabile tangibile come un punto centrale e imprescindibile di discussione in merito a qualsiasi vendita. E’ un tema importante in quanto, se si considerano i crediti d’imposta fuori bilancio, il valore contabile tangibile sale a circa 1.800 milioni di euro, ovvero oltre un miliardo di euro in più rispetto all’offerta di Credit Agricole. Pertanto, se si sommano anche questi crediti d’imposta, il »capitale in eccesso« potrebbe superare i 500 milioni di euro. Si tratta di una cifra importante per gli azionisti che, come noi, hanno partecipato alla ricapitalizzazione nel 2018: vorremmo che questo capitale »assicurato« ci venisse riconosciuto”.

L’offerta sarà condizionata al raggiungimento di una partecipazione pari almeno al 66,7% del capitale sociale con diritto di voto, con la possibilità per Credit Agricole Italia di rinunciare a tale condizione purchè abbia acquisito almeno il 50% + 1 azione del capitale sociale con diritto di voto.

Il mercato scommette ancora su un rilancio: sulla Borsa di Milano alle ore 14,43 Credito Valtellinese +0,28% a 11,582 euro.

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