Mer 04 Agosto 2021 — 10:11

Credito Fondiario si fa in due, nasce Gardant sul fronte Npl



Presidente l’ex Deutsche Bank Flavio Valeri. L’assetto azionario non cambia: Elliott detiene l’87% di entrambi i gruppi

credito fondiario gardant

Il Credito Fondiario si fa in due: le attività legate agli npl (debt servicing e debt purchasing) sono state scisse nel nuovo gruppo Gardant, mentre Credito Fondiario si candida a diventare una challanger bank innovativa focalizzata sulle pmi.

Gardant disporrà di oltre 45 miliardi di euro di crediti deteriorati in gestione, avvalendosi di oltre 300 professionisti, un track record di oltre 1,2 miliardi di investimenti realizzati nel corso di 8 anni di crescita.

Il nuovo gruppo sarà guidato da Mirko Briozzo in qualità di ad della capogruppo Gardant e da Guido Lombardo in qualità di ad di Gardant Investor sgr, società di gestione del risparmio che si occuperà di fondi alternativi specializzati in crediti distressed.

La presidenza di Gardant è stata affidata a Flavio Valeri, già ceo di Deutsche Bank Italia, mentre Antonino Turicchi, già direttore generale di Cdp, sarà presidente di Gardant sgr.

Bruno Manzone, professionista e fondatore dello Studio Legale Manzone, è stato nominato Presidente di Master Gardant. Massimo Cremona, docente in Università Cattolica di Milano e professionista con notevole esperienza del mondo bancario, assicurativo e finanziario, è stato nominato Presidente del Collegio Sindacale di Gardant e altre società del Gruppo.

Nell’ottica di “ottimizzare l’operatività e cogliere così al meglio le opportunità di business che il settore offre, il nuovo Gruppo sarà articolato su società specializzate”: la capogruppo Gardant, avente funzioni di holding e corporate center; Gardant Investor Sgr; Master Gardant, leader di mercato su prodotti e servizi per veicoli di cartolarizzazione; Special Gardant, dedicata al recupero crediti; Gardant Liberty Servicing, che è la joint-venture nel recupero crediti originata dalla partnership con Banco Bpm; Gardant detiene il 70% del capitale, Banco Bpm il 30%.

L’assetto azionario di Credito Fondiario e Gardant non cambia: il fondo Elliott detiene l’87% di entrambi i gruppi con il restante 13% in mano ai componenti del management team e di altri investitori privati.

“Il progetto ha un duplice obiettivo – ha spiegato Panfilo Tarantelli, presidente di Credito Fondiario .-: continuare a crescere nel mondo credito deteriorato in modo sostenibile e seguendo la normativa e dall’altro espandere le attività del gruppo entrando in nuovi mercati e nuovi segmenti. In un certo senso possiamo dire che è il raddoppio di Credito Fondiario attraverso la scissione proporzionale da nascono cui due gruppi distinti e separati. Da una parte c’è un gruppo industriale che non è più una banca e continuerà a crescere nel mondo del credito deteriorato con un modello di business leggermente diverso da oggi e innovativo e dall’altro una banca challanger che si posizionerà sul panorama italiano con un modello di business innovativo”.

L’operazione è stata realizzata con un folto gruppo di advisor e in particolare con il supporto di Chiomenti quale legal counsel per la ristrutturazione societaria; Legance quale legal counsel per la costituzione di Gardant Investor SGR; PwC Strategy& quale advisor industriale; BE DigiTech Solutions quale advisor IT; Accenture quale PMO del progetto di riorganizzazione; lo Studio Pessi quale legal counsel per le tematiche giuslavoristiche; Bonelli Erede quale legal counsel per altre tematiche HR.

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