Mer 20 Novembre 2019 — 06:18

Contratto bancari, Abi propone a sindacati aumento di 135 euro



L’incontro fa seguito al muro contro muro emerso al tavolo delle trattative nelle scorse settimane

banche contratto bancari

Abi e sindacati hanno svolto oggi un nuovo round di negoziati sul rinnovo del contratto dei bancari, che fra i nodi da sciogliere vede innanzitutto l’aumento da corrispondere ai dipendenti in busta paga. L’incontro peraltro fa seguito al muro contro muro emerso al tavolo delle trattative nelle scorse settimane.

In particolare, una nota dell’Abi informa che è stato proposto alle controparti un aumento di stipendio di 135 euro. la richiesta era di 200 euro.

Al tavolo come sempre le organizzazioni Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin.

L’Abi ha “confermato la volontà di individuare soluzioni circa le richieste contenute nella parte tutele relative a provvedimenti disciplinari, responsabilità civile verso terzi, tutele per fatti commessi nell’esercizio delle funzioni, lavoratori sottoposti a procedimento penale e obblighi delle Parti”.

“Abbiamo inoltre ribadito – sottolinea Salvatore Poloni, presidente del Comitato per gli affari sindacali e del lavoro – la disponibilità a concordare le modalità per superare il livello retributivo di inserimento professionale, per favorire i giovani e l’occupazione di qualità”.

L’associazione delle banche si è “resa disponibile a individuare le soluzioni che consentano di rendere sostenibili incrementi tabellari pari a 135 euro mensili a regime”.

Cautela da parte dei sindacati. Per il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani si tratta di una “apertura positiva”, ma “ora servono i fatti”.

Il numero uno della Fabi, Lando Sileoni, spiega: “Valuteremo complessivamente il rinnovo del contratto nazionale soltanto quando potremo verificare in concreto ulteriori disponibilità di Abi, a partire dall’offerta economica di 135 euro di aumento che è insufficiente”.

“Come Uilca abbiamo colto un’apertura da parte dell’Abi”, commenta da parte sua Massimo Masi, segretario generale Uilca.

Emilio Contrasto, segretario generale di Unisin Confsal, parla di “timide aperture” ma “al momento, non si può scongiurare il rischio rottura e la mobilitazione della categoria”. E anche “sui 135 euro complessivi, non c’è sintonia tra le parti”.

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