Dom 25 Ottobre 2020 — 11:09

Concordato Astaldi, il fronte del no tocca quota 110 milioni



I gruppi di obbligazionisti si compattano. I contatti in corso “confermano il giudizio negativo dei creditori nei confronti del piano”

astaldi assemblea

Il fronte degli obbligazionisti di Astaldi si compatta in vista del voto nelle Assemblee degli obbligazionisti convocate tra il 25 febbraio e il 24 marzo dalla società romana in concordato preventivo. Si è svolto ieri a Roma, secondo quanto informa una nota, l’incontro tra i vertici del Comitato Bondholders Astaldi (Vittorio Pisani e Stefania Pensabene) e i rappresentanti di un nutrito gruppo di obbligazionisti Astaldi (coordinati da Giuseppe D’Orta, un consulente finanziario, e dall’avvocato Anna D’Antuono).

Concordato Astaldi, si compatta il fronte del no

Le due associazioni rappresentano risparmiatori che hanno investito complessivamente oltre 110 milioni (su 750 milioni del bond) nelle obbligazioni del general contractor romano.

Nell’incontro, viene spiegato, i rappresentanti delle due associazioni hanno condiviso “le molte criticità dell’offerta concordataria
agli obbligazionisti, giudicandola inaccettabile sia per l’importo della recovery offerta, che sarebbe nella realtà nettamente inferiore al 38% indicato nel piano (20% nello scenario migliore)”, sia per le “molte anomalie rilevate nella proposta concordataria, prima fra tutte l’attribuzione di warrant premiali in favore di Salini e delle banche finanziatrici (anch’essi creditori chirografari) nonché l’eventuale soddisfazione con quanto destinato agli obbligazionisti delle eventuali passività privilegiate e pre-deducibili addizionali e la stima degli asset del ramo concessioni” all’interno del Piano concordatario (739 milioni di euro), che sarebbe “oltremodo ottimistica”.

“Profili di criticità”

“Ulteriore profilo di criticità – attaccano gli obbligazionisti “ribelli” – è rappresentato dalla scelta di non dividere in classi i creditori chirografari, nonostante la palese disomogeneità ravvisabile tra quei creditori che, come le banche ed i fornitori, continueranno a lavorare con la nuova società e quelli che, come gli obbligazionisti, non riceveranno alcun vantaggio dalla prosecuzione dell’attività d’impresa.

Il Comitato Bondholders Astaldi e i rappresentanti dell’altro gruppo di obbligazionisti “lavoreranno dunque d’ora in avanti in stretta collaborazione e coordinamento, portando avanti le rispettive iniziative con una visione strategica e di comunicazione comune. Di
fondamentale importanza è infatti in questa fase riuscire ad informare il maggior numero possibile di obbligazionisti Astaldi preoccupati per la tutela dei loro risparmi”.

Parallelamente, allo stesso scopo, “sia il Comitato (che ad oggi rappresenta obbligazionisti per oltre 70 milioni) che il gruppo
rappresentato dai delegati D’Orta e D’Antuono (obbligazionisti per 40 milioni) hanno già preso contatti con le altre associazioni, comitati e studi legali che rappresentano altri consistenti gruppi di obbligazionisti Astaldi e con altre categorie di chirografari. I contatti in corso confermano il giudizio negativo dei creditori nei confronti del piano di Astaldi.

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