Cda Mps conferma “piena fiducia” all’ad Lovaglio
Ste. Ne.
05-12-2025 — 20:46
Per Siena l’integrazione di Mediobanca procede a “pieno regime”. Agli ex vertici Nagel e Vinci saranno corrisposti 5 milioni a testa

Il cda Mps, “ad esito di approfondita istruttoria”, ha confermato “piena fiducia” all’ad Luigi Lovaglio, coinvolto nell’inchiesta della Procura di Milano sull’acquisizione di Mediobanca.
Cda Mps rinnova “piena fiducia” a Lovaglio
L’amministratore delegato di Mps, il cui mandato è in scadenza con l’assemblea della prossima primavera e che oggi ha incassato la fiducia del Consiglio, è indagato assieme ai due principali soci della banca, Francesco Gaetano Caltagirone e il presidente della Delfin, Francesco Milleri, per aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza in relazione all’Opas da 16 miliardi su Mediobanca, che è il primo azionista di Generali.
Secondo l’accusa, Delfin e Caltagirone, con il supporto di Lovaglio, avrebbero agito di concerto senza dichiararlo alle autorità di controllo fra cui Consob, Bce e Ivass. Tra gli snodi dell’indagine c’è anche il collocamento accelerato sul 15% del Monte dei Paschi di Siena da parte del Tesoro a novembre 2024, attraverso cui Caltagirone e Delfin, già soci di Mediobanca e Generali, hanno debuttato nel capitale della banca rilevando una quota del 3,5% ciascuno.
Cda Mps, integrazione Mediobanca procede a pieno regime
La mappa degli azionisti di Mps, a valle dell’operazione su Mediobanca, vede oggi Delfin al 17,5% e Caltagirone al 10,3%, mentre il Tesoro si è diluito al 4,9%; Banco Bpm ha il 3,7%.
Oggi un atteso cda di Mps, riunitosi sotto la presidenza di Nicola Maione, “ad esito di approfondita istruttoria, ha rinnovato all’unanimità piena fiducia” a Luigi Lovaglio, “confermando i requisiti di correttezza, ai sensi delle disposizioni previste dagli articoli 4 e 5 del DM 169/2020 e degli orientamenti Bce relativi agli esponenti bancari”, spiega una nota di Siena.
In merito al processo di aggregazione di BMps con Mediobanca, il Consiglio di amministrazione “sottolinea che l’attività dei gruppi di lavoro, che coinvolgono le risorse professionali di entrambe le banche, prosegue a pieno regime, con l’obiettivo di realizzare in tempi brevi le sinergie industriali e di accelerare la crescita e la creazione di valore”. In questo modo Mps intende rassicurare il mercato dopo che il titolo, dalla notizia dell’inchiesta uscita lo scorso 26 novembre, ha ceduto in Borsa il 13%.
Mediobanca, accordi di risoluzione con Nagel e Vinci
Mediobanca intanto, secondo quanto comunicato in serata da Piazzetta Cuccia, ha sottoscritto due accordi per la risoluzione, con decorrenza dal 4 dicembre, dei rapporti di lavoro subordinato dell’ex ad Alberto Nagel, e del Dg Francesco Saverio Vinci, secondo i termini approvati dal consiglio di amministrazione del primo dicembre scorso. In base agli accordi, a Nagel e Vinci vengono corrisposti un totale di 5 milioni a testa, più i bonus previsti dai piani di incentivazione.



