Mer 30 Novembre 2022 — 00:43

Castagna (Banco Bpm): offerta Unicredit? Per ora “nulla” ma titolo “vale di più”



Per il ceo l’attuale quotazione non riflette ancora il valore che può esprimere l’istituto

castagna banco bpm

La presunta offerta di Unicredit su Banco Bpm non “stupisce” il ceo di Banco Bpm Giuseppe Castagna, che intervenendo oggi a margine dell’Assiom Forex, in quel di Parma, ha ricordato come sul suo tavolo non sia “arrivato nulla” ma ha avvertito che l’attuale quotazione del titolo non riflette ancora il valore che può esprimere l’istituto.

Castagna al Forex è stato fatto oggetto ovviamente di numerose domande all’indomani delle voci su un’offerta di Unicredit per Banco Bpm dai contorni misteriosi.

La potenziale combinazione è vista come sensata dal punto di vista industriale, in quanto consentirebbe a Unicredit di riconquistare quote di mercato al nord e in Lombardia.

Uno degli elementi di perplessità è rappresentato invece dal prezzo delle azioni Banco Bpm, in rally nelle ultime sedute grazie ai conti e al dividendo proposto migliore delle attese, e naturalmente in scia ai rumors sul potenziale interessamento da parte della banca guidata da Andrea Orcel.

Viene ipotizzato un prezzo d’opa intorno a 4 euro, sempre che l’offerta si materializzi, ma il titolo di Piazza Meda ha chiuso venerdì sopra 3,5 euro (con un rialzo di circa il 10%), erodendo l’entità del premio.

“Gli interessi di terzi non mi stupiscono verso una banca che ha il nostro posizionamento, i nostri risultati, la nostra capacità di proiettarsi nel futuro” ha detto Giuseppe Castagna a Parma confermando di non aver ricevuto al momento nessuna offerta.

“Il mercato sta solo cominciando a riconoscere – ha proseguito il manager – quello che è un percorso che ci porterà molto più avanti e i risultati del 2021 dimostrano che siamo su un’ottima strada”.

Castagna ha avuto quindi buon gioco a sottolineare i progressi fatti da Banco Bpm ed tornato peraltro ad apprezzare l’ipotesi di terzo polo bancario, alternativo cioè a un matrimonio con Unicredit, pur confermando l’attuale approccio stand alone. Indiscrezioni hanno ipotizzato che per convincere Castagna, il numero uno di Credit Andrea Orcel potrebbe riservargli un posto da direttore generale nel nuovo soggetto derivante dalla combinazione.

Così Castagna: “Noi abbiamo cercato in passato di avere una possibilità di verifica di consolidamento anche perchè riteniamo che per questo Paese sia bene avere più gruppi bancari solidi che finanzino l’economia soprattutto alla vigilia del Pnnr e considerando il sistema produttivo italiano caratterizzato dalle piccole e medie imprese. Però noi come lavoro facciamo quello di far crescere la banca e di far crescere il valore della banca per i nostri azionisti”.

Da parte sua il presidente Massimo Tononi si è detto colto di sorpresa, rispondendo alle insinuazioni sul “dialogo costante con i soci”, che è “naturale”.

Interpellato sul tema anche il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, che è stato lapidario: “Non si sa neanche se è un’operazione. Non faccio commenti”.

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