Ven 19 Aprile 2019 — 07:18

Carige vara il rafforzamento e pensa alle aggregazioni



La banca ligure mette in atto una serie di misure per ripristinare i coefficienti patrimoniali e rimettere in sesto le finanze in vista di una possibile fusione. I nove mesi si chiudono in perdita

Carige vara ufficialmente le “misure di rafforzamento del patrimonio” dopo un weekend fitto di indiscrezioni.

Il rafforzamento si sostanzierà in particolare in due operazioni destinate a ripristinare coefficienti patrimoniali scesi sotto i minimi richiesti dalla Bce alla luce di una verifica del portafoglio crediti che ha fatto emergere nuovi problemi sul fronte dei crediti deteriorati. Nello specifico dopo un esame del del portafoglio crediti, nei primi nove mesi sono state contabilizzate rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti verso clientela per €219,2 milioni, che hanno contribuito a far chiudere il conto economico in rosso per 188,9 milioni di euro (168,4 milioni solo nel terzo trimestre), a fronte dei 210,4 milioni di perdite del pari periodo dell’anno scorso.

Pertanto il consiglio di amministrazione ha approvato una “complessiva manovra di rafforzamento volta ad assicurare in tempi brevi il ripristino dei coefficienti patrimoniali e dare, quindi, un chiaro ed immediato segnale di una ripristinata solidità dell’Istituto”.

La manovra consisterà nel collocamento, entro la fine del mese, di un bond subordinato convertibile Tier2 per un ammontare tra 320 e 400 milioni di euro, che per la maggior parte sarà sottoscritto dallo Schema Volontario del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. A tal proposito il comitato di gestione ha già deliberato un intervento per 320 milioni, che sarà sottoposto all’approvazione dell’assemblea delle banche aderenti convocata per il 30 novembre. I restanti 80 milioni saranno collocati presso investitori privati, tra cui gli attuali soci.

Gli azionisti di Carige saranno quindi chiamati in assemblea per il 21 dicembre per approvare un aumento di capitale da 400 milioni, funzionale, in caso di via libera, al rimborso dello stesso prestito. In caso contrario le obbligazioni manterranno il loro status e consentiranno alla Banca di rispettare entro fine 2018 il requisito Bce di Overall Capital Requirement.

La sottoscrizione del bond subordinato di 320 milioni consentirà comunque alla banca ligure di raggiungere il 13,1% di Overall Capital Requirement. inoltre, ad aumento di capitale avvenuto, il Total Capital Ratio (TCR) pro-forma sarà pari al 13,6% e il Core Tier 1 al 13,5%.

La manovra, definita a Genova come “necessaria alla luce dalle attuali difficili condizioni del mercato finanziario”, consente a Carige “di riprendere da subito il cammino di una ordinaria operatività” e “di completare il processo di derisking avviato negli ultimi mesi”. Non solo. La Banca viene messa anche nelle condizioni di poter partecipare ad un eventuale consolidamento del settore perchè predispone “le condizioni utili per mettere la Banca in condizione di valutare, post aumento di capitale, le eventuali operazioni di aggregazione”.

A Piazza Affari il titolo Carige è stato sospeso dalle contrattazioni per l’intera seduta su richiesta avanzata dallo stesso istituto di credito per evitare manovre speculative.

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