Lun 18 Febbraio 2019 — 02:06

Carige stringe sugli Npl, piano industriale entro fine febbraio



I commissari straordinari della banca ligure avviano due iniziative considerate fondamentali: la proposta di revisione dei termini del bond sottoscritto dal Fondo Interbancario e l’avvio della due dilingence per la cessione di crediti deteriorati

Carige news

Carige accelera sugli Npl per presentarsi “ripulita” alla presentazione del nuovo piano industriale entro poco meno di due mesi.

In una nota pubblicata all’indomani delle articolate misure di sostegno pubblico approvate dal governo, fra cui una possibile ricapitalizzazione precauzionale definita dalla banca un’ipotesi “del tutto residuale”, i commissari straordinari Pietro Modiano, Fabio Innocenzi e Raffaele Lerner hanno infatti annunciato di aver “avviato nelle ultime ore iniziative fondamentali per il futuro della banca”.

La prima iniziativa riguarda il bond subordinato sottoscritto dal Fondo Interbancario e la revisione dei relativi termini. “Considerando la draft decision della Bce che ha accolto il Capital Conservation Plan dando tempo alla banca fino al 31/12/2019 per rispettare in modo sostenibile i requisiti patrimoniali, i commissari straordinari, accompagnati da Gianluca Brancadoro per il Comitato di Sorveglianza, hanno incontrato ieri i vertici dello Schema Volontario di Intervento del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (“SVI”) formulando una proposta volta a porre le basi della ridefinizione delle condizioni del prestito subordinato di 320 milioni di euro sottoscritto dallo SVI in data 30 novembre 2018 tali da garantire la sostenibilità nel quadro del piano industriale in corso di preparazione e della prospettata aggregazione”.

La seconda iniziativa prevede, invece, l’accelerazione impressa al già previsto programma di de-risking. I tre commissari hanno infatti deciso di avviare una due diligence sugli Npe della Banca, che sarà condotta da primari operatori del settore, con l’obiettivo di una ulteriore drastica riduzione degli stessi (che segue quella di oltre 1,5 miliardi di euro appena effettuata) al fine di includere nel piano industriale una percentuale degli Npe compresa tra il 5% e il 10% del totale dei crediti.

In questo modo la Banca si posizionerebbe al di sotto del valore medio di sistema. Carige ha l’obiettivo di ridurre il peso degli NPE senza impatti significativi sui ratio patrimoniali “in analogia con le operazioni di mercato appena finalizzate. Grazie, infatti, agli accantonamenti che hanno recepito le indicazioni della Bce e in linea con gli esiti delle ultime operazioni su Utp e sofferenze di Carige, si cercherà di avere un impatto tra eventuali nuovi accantonamenti e riduzione dei risk weighted asset tale da non alterare se non marginalmente i ratio patrimoniali previsti nel capital conservaton plan. Alla due diligence saranno invitati alcuni tra principali operatori italiani e esteri”.

Le due iniziative dovrebbero, nelle intenzioni dei commissari, produrre benefici a favore del piano industriale che verrà presentato entro fine febbraio 2019 e che sarà caratterizzato da “un percorso credibile non solo dal punto di vista della sostenibilità operativa ma anche, e soprattutto, in termini di attrattività in ottica di aggregazione.

“In questo quadro, al fine di garantire la stabilità della raccolta a medio termine nella presente fase di transizione traendo beneficio dal decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, i Commissari sono in procinto di chiedere l’attivazione della garanzia statale sulla emissione di obbligazioni”, sottolineano ancora i commissari precisando, infine, “che l’ipotesi di ricapitalizzazione precauzionale, così come evocata dal comunicato del Consiglio dei Ministri, è da considerarsi come un’ulteriore misura a tutela dei clienti, da attivarsi come ipotesi del tutto residuale”.

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