Mar 07 Luglio 2020 — 13:59

Carige sottovalutata, Malacalza fa causa per 480 milioni



Vittorio Malacalza, già socio forte con il 27,8% del capitale e diluito con la recente ricapitalizzazione ad appena il 2,02%, avrebbe rotto gli indugi, muovendo l’azione legale contro le banche del fondo interbancario (79,99% della nuova Carige) e Cassa Centrale Banca (8,34%)

Carige Malacalza

Scoppia una nuova grana legale per Banca Carige, pronta a ripartire con un nuovo management e a tornare in borsa dopo 13 mesi di commissariamento, ma a valle di un piano di salvataggio che ha scontentato in molti. Sia alcuni piccoli azionisti, che hanno avviato in questi giorni una class action, sia l’ex socio di riferimento di Carige, Malacalza Investimenti, che secondo quanto anticipa Il Messaggero ha avviato una causa per 480 milioni contro il Fitd e la Ccb, nuovi “padroni” della banca ligure.

Carige, Malacalza fa causa

La notizia era attesa. Ma ora Vittorio Malacalza, già socio forte con il 27,8% del capitale e diluito con la recente ricapitalizzazione ad appena il 2,02%, avrebbe rotto gli indugi, muovendo l’azione legale contro le banche del fondo interbancario (79,99% della nuova Carige) e Cassa Centrale Banca (8,34%).

Ieri, tramite lo studio legale Giorgio De Nova, la Malacalza Investimenti, finanziaria gestita da Davide e Mattia Malacalza, figli di Vittorio, ha citato in giudizio il Fitd e Ccb chiedendo un risarcimento di 480 milioni, previo annullamento della delibera assembleare del 20 settembre che ha approvato il rafforzamento patrimoniale da 900 milioni, di cui 700 in aumento di capitale e 200 attraverso il bond subordinato.

Carige sottovalutata

In sostanza la famiglia Malacalza sostiene che Fitd e Ccb avrebbero sottovalutato Carige.

Dal 2015, un aumento di capitale dopo l’altro e sotto la guida di vertici cambiati di frequente (dopo Montani, Guido Bastianini, Paolo Fiorentino, Fabio Innocenzi gli ultimi amministratori delegati), Malcalza ha visto andare in fumo circa 430 milioni.

Il capostipite Vittorio non è certo nuovo ad azioni legali e ha anche fatto promuovere da Carige un’azione di responsabilità contro Apollo, Amissima, gli ex vertici Castelbarco e Montani con richiesta danni, in solido, per 1,25 miliardi. La banca ha perso in primo grado, ma ha impugnato la sentenza.

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