Dom 26 Settembre 2021 — 02:48

Carige, primo trimestre 2021 chiude in rosso



Accelerano però i ricavi, l’ad Francesco Guido sottolinea “l’espansione dei volumi di raccolta e impiego” e il “basso profilo di rischio”

Carige primo trimestre 2021

Carige vede una ulteriore accelerazione dell’attività commerciale, ma il primo trimestre 2021 va in archivio ancora in rosso, con una perdita netta pari a 39,7 milioni che si confronta con quella di -55,1 milioni del bimestre febbraio/marzo dell’esercizio 2020. La banca ligure registra inoltre una perdita ante imposte pari di 36 milioni. Il 2020 si era chiuso in perdita per oltre 250 milioni.

Accelerano però i ricavi, con proventi operativi a 97,6 milioni da 71,3 milioni del bimestre febbraio/marzo 2020 (nel mese di gennaio Carige era ancora commissariata dalla Bce) e da 92,6 milioni del quarto trimestre 2020.

Tra i proventi, “che ancora non includono appieno lo sviluppo della redditività derivante dalla crescita dei volumi che dovrebbe evidenziarsi nei prossimi trimestri”, spiega l’istituto, il margine di interesse è pari a 35,4 milioni e le commissioni nette ammontano a 51,2 milioni.

Nel periodo dal 31 marzo 2020 al 31 marzo 2021, “si sono registrati significativi risultati sull’andamento dei depositi e dell’altra raccolta diretta da clientela con una crescita di circa 1 miliardo (+7,8%), sul risparmio gestito con oltre 0,9 miliardi confluiti sull’aggregato e sul risparmio amministrato (+1,6%). “Si conferma positiva la performance del collocamento netto dei prodotti di risparmio gestito anche nei tre mesi: +3% rispetto a dicembre 2020, oltre il doppio della media del sistema (+1,3%)”.

carige guido

Francesco Guido

Il margine operativo lordo dei primi tre mesi del corrente esercizio è positivo per 1,8 milioni “confermando il trend di progressivo recupero della marginalità evidenziato nel corso del 2020”.

Le rettifiche di valore nette su crediti verso banche e clientela ammontano a 25,2 milioni, e includono valutazioni forfettarie incrementali (pari a 8 milioni) principalmente per l’incorporazione della nuova definizione di default e delle misure di forebearance (moratorie) concesse per sostenere l’economia; il costo del rischio di credito dei tre mesi risulta pari a 69 bps annualizzato.

Il margine operativo netto risulta negativo per 23,2 milioni (-€35,8 milioni nel bimestre febbraio/marzo 2020).

Banca Carige, ricordiamo, è alla ricerca di un partner per una fusione dopo che Cassa Centrale Banca (Ccb) ha deciso di non subentrare al Fondo Interbancario. Gli ultimi rumors nelle scorse settimana indicavano un interesse da parte di Crédit Agricole Italia.

Sul fronte dei crediti deteriorati, l’Npe ratio lordo di Carige nel primo trimestre 2021 scende al 4,9% da 5,1% a dicembre 2020, mentre l’Npe ratio netto è stabile al 2,5%.

Il livello di Rwa (Risk Weighted Assets) si attesta a 9,5 miliardi, con indicatori di solidità patrimoniale su livelli superiori a quelli regolamentari: Cet1 ratio phased-in all’11,5% e Total Capital ratio phased-in al 13,7%.

Per Francesco Guido, amministratore delegato di Banca Carige, “l’espansione dei volumi di raccolta e impiego, il bassissimo profilo di rischio degli attivi e il positivo avvio di nuovi filoni operativi sono il presupposto per il rafforzamento del profilo reddituale. Sarà una crescita progressiva che avrà come riferimento assoluto le famiglie e le imprese, secondo canoni evoluti e innovativi. Ringrazio tutto il Personale di Carige senza il cui straordinario contributo nulla di tutto questo sarebbe possibile”, si legge nella nota sui conti.

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