Gio 21 Marzo 2019 — 11:36

Carige: per commissario Lener priorità è aggregazione, titolo tornerà presto in Borsa?



Il commissario spinge sul matrimonio che potrebbe evitare l’aumento di capitale. E apre a un ritorno agli scambi “almeno per le obbligazioni”

Carige news di Borsa

Per il commissario di Banca Carige Raffaele Lener, che tiene le redini della banca ligure assieme a Pieto Modiano e a Fabio Innocenzi dopo il commissariamento da parte della Bce, l’aggregazione con un altro istituto dev’essere considerata una priorità.

Sul tema sono fiorite le indiscrezioni, che danno in prima fila soprattutto Unicredit. Inoltre questa settimana si annuncia fitta di incontri per i commissari, tra governo, Fitd e sindacati, mentre a occuparsi di una ipotetica fusione è l’advisor Ubs. E non risultano al momento importanti progressi, almeno non decisivi.

Tuttavia secondo Lener, intervistato stamani dall’inserto Affari e Finanza di Repubblica, per Carige “bisogna intanto cercare un partner e proseguire senza indugi nella ristrutturazione della banca e nella vendita di npl”.

Di più: Lener sottolinea che “potrebbe non esserci più necessità” dell’aumento di capitale da 400 milioni se fosse trovato “in fretta un partner bancario o se riusciamo a riorganizzare in modo più efficiente la struttura del gruppo”.

Quanto a un possibile ruolo del governo, secondo l’avvocato romano l’esecutivo potrebbe sostenere l’istituto ligure schierando la Sga per rilevarne i crediti deteriorati, come emerso dai rumors dei giorni scorsi in merito a possibili operazioni sugli Npl, una soluzione che potrebbe essere “non onerosa e vantaggiosa per tutti”.

Per il commissario di Carige “tutte le strade restano aperte, l’importante è fare presto: abbiamo 3 mesi di tempo secondo il mandato della Bce, prorogabili solo se nel frattempo avremo saputo mettere le basi alla soluzione”.

Lener si sofferma inoltre sullo stop alle negoziazioni in Borsa, argomento che ovviamente tocca da vicino azionisti e obbligazionisti di Carige. “Non c’è motivo di escludere che, superate le turbolenze iniziali, i titoli vengano riammessi alla negoziazione, quanto meno le obbligazioni, perché le informazioni che la banca è in grado di offrire al mercato sono sufficienti a consentire la ripresa”.

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