Gio 02 Aprile 2020 — 00:54

Carige, Moody’s alza il rating e porta l’outlook a stabile



L’agenzia ha migliorato il rating della banca ligure da ‘Caa3’ a ‘Caa2’ dopo il completamento dell’operazione di rafforzamento da 900 milioni

carige news

Moody’s ha alzato il rating di Banca Carige da ‘Caa3’ a ‘Caa2’ dopo il completamento dell’operazione di rafforzamento da 900 milioni, portando l’outlook a stabile. Ne ha dato notizia la banca ligure, che si prepara all’assemblea del prossimo 31 gennaio chiamata a mettere fine al commissariamento Bce durato oltre un anno, eleggendo i nuovi vertici in pectore (con ad Francesco Guido e presidente Vincenzo Calandra).

Moody’s, spiega Carige, ha avviato il processo di re-rating della banca con un upgrade di 3 notches del Baseline Credit Assessment – BCA da ‘ca’ a ‘caa1’.

L’incremento di 3 gradini del BCA viene parimenti riflesso sui rating assegnati ma “l’impatto risulta inferiore poiché viene compensato dal venir meno dei notches precedentemente incorporati nei rating per tener conto della probabilità di intervento statale in caso di
difficoltà, ora superata”.

Più in dettaglio, l’Issuer Long Term rating, che incorporava 2 notches per la probabilità di supporto statale, viene aumentato di 1 notch (da ‘Caa3’ a ‘Caa2’) e il Long Term deposit rating, che allo stesso titolo ne incorporava 3, è stato confermato sul precedente livello (a ‘Caa1’).

“Nonostante venga riconosciuto che l’effetto combinato di rafforzamento e derisking abbia sensibilmente migliorato il profilo di rischio della Banca, dotata ora di indicatori patrimoniali e di rischiosità fra i migliori del sistema finanziario italiano, la metodologia dell’Agenzia di rating riserva, a fattispecie particolari come quella che ha interessato Carige, un approccio conservativo nel processo di re-rating”, che avverrà quindi gradualmente.

L’outlook è stato ora riportato a “stabile” e il processo di upgrade potrà continuare “con il ritorno della Banca ad una redditività sostenibile, la costante riduzione dei crediti problematici e la capacità di accedere al mercato dei capitali collocando nuovi strumenti di debito”.

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