Dom 21 Luglio 2019 — 11:55

Carige, le Bcc in campo per sventare una liquidazione



Il Fondo interbancario continua a lavorare alla sua proposta e la holding di bcc trentine potrebbe risultare il partner industriale chiave nell’operazione

Carige news

Il credito cooperativo scende in campo per il salvataggio di Carige. Le bcc di Cassa Centrale Banca potrebbero essere decisive per mandare in porto il piano del Fitd e sventare la liquidazione da parte della Bce, con Bper e Unicredit in questo caso pronte a rilevare Carige a 1 euro, dopo l’azzeramento degli attuali azionisti.

Carige, le bcc di Cassa Centrale Banca al fianco del Fitd

Il Fondo interbancario continua infatti a lavorare alla sua proposta e la holding di bcc trentine potrebbe risultare il partner industriale chiave nell’operazione. Lo scrivono oggi Milano Finanza e il Messaggero.

Cassa Centrale, assistita da PwC, parteciperebbe all’aumento di capitale da circa 800 milioni ipotizzato dalle banche del Fitd.

Ccb peraltro è in attesa di conoscere l’esito, proprio da parte della vigilanza Bce, del processo di asset quality review partito nello scorso ottobre e per il momento non può assumere il controllo di un istituto. Il Messaggero parla di una quota iniziale del 9,9%.

Carige, una lettera di Malacalza

Alla ricapitalizzazione di Carige, secondo i piani messi a punto dalle banche (che dialogano con Tesoro, Bankitalia e i principali azionisti) parteciperebbero lo Schema volontario del Fitd con la conversione del bond da 313 milioni; il fondo interbancario fino a 200 milioni; inoltre potrebbero entrare gli istituti a controllo pubblico Mcc Mediocredito centrale-Banca del Mezzogiorno e Credito Sportivo, oltre appunto alle bcc.

Nell’operazione una tranche di 100 milioni sarebbe riservata agli attuali soci, fra cui Malacalza che in questi giorni avrebbe scritto una lettera al fondo interbancario per chiedere conto di alcune tecnicalità del progetto. Una mossa che fa temere a qualcuno una marcia indietro da parte del socio di riferimento, ma che in realtà potrebbe aprire la strada all’ennesimo sforzo della famiglia che controlla il 27,8% di Carige.

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