Dom 24 Marzo 2019 — 02:47

Carige, la Sga offre più del Credito Fondiario per i crediti deteriorati



Da Genova arrivano indiscrezioni su una partita incerta che potrebbe premiare la società del Tesoro. Mercoledì si avranno maggiori dettagli con la presentazione del nuovo piano industriale

Carige

La Sga avrebbe presentato un’offerta superiore a quella del Credito Fondiario per i crediti deteriorati che Carige intende dismettere nel quadro del nuovo piano industriale.

Sul tavolo figura un pacchetto di sofferenze e inadempienze probabili dal valore di 1,7 miliardi di euro, ma sarebbe stata la società del Tesoro a presentare l’offerta migliore con un prezzo, che secondo il Secolo XIX, varia tra il 40 e il 45% del nominale per gli Utp e tra il 25 e il 30% per gli Npl.

Credito Fondiario avrebbe comunque un diritto di prelazione alla luce del passato accordo per l’acquisto di 1,2 miliardi di sofferenze del dicembre 2017 e quindi non è escluso che alla fine la banca non trovi un accordo per cedere il pacchetto a entrambi i concorrenti pur di raggiungere l’obiettivo di ridurre l’esposizione dei crediti deteriorati (al momento pari a 2,8 miliardi) tra il 5% e il 10% del totale erogato.

La dismissione dovrebbe generare nuovi fabbisogni di capitale probabilmente fino a 200 milioni spingendo così a oltre 500 milioni di euro l’eventuale nuovo aumento di capitale anche se per il momento nulla è certo su quale sarà l’impatto dell’ennesima pulizia di bilancio.

Maggiori dettagli sono destinati a emergere comunque a breve. La cessione dei crediti deteriorati sarà infatti uno dei punti cardine del piano industriale che i commissari straordinari Fabio Innocenzi, Pietro Modiano e Raffaele Lener presenteranno mercoledì prossimo. E’ probabile che emergano indicazioni anche sulla tanto attesa ricerca di un partner. L’operazione, affidata a Ubs, sembra per ora in alto mare con le altre banche italiane restie a intervenire per salvare Carige al punto da lasciare il campo libero solo a fondi di investimento. Negli ultimi giorni sono spuntati i nomi di Attestor Capital, Värde Partners, Bridgepoint e perfino del colosso del risparmio gestito BlackRock.

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