Mer 11 Dicembre 2019 — 21:34

Carige deve valutare l’azione di responsabilità. Lo chiede la Bce



Francoforte invia una richiesta esplicita a Genova. Momento cruciale per la banca tra cessione di Npl e ricerca di un partner d’aggregazione

Carige commisari news

La Bce ha chiesto esplicitamente a Carige di valutare un’azione di responsabilità conto i suoi vecchi manager.

E’ questa, secondo un articolo pubblicato dalla Stampa, una delle richieste messe nero su bianco dell’Eurotower in uno degli allegati alla lettera con cui è stato stabilito il commissariamento della banca ligure.

Tra le richieste figurano come è noto molte raccomandazioni sull’attività operativa di Carige, come la cessione dei crediti deteriorati e il nuovo piano industriale.

La Bce critica proprio il continuo scontro tra soci e amministratori come uno dei fattori che hanno determinato l’attuale situazione di crisi. Lo scontro è stato accentuato, per esempio, dalle elevate spese per consulenze, dall’operazione di vendita di 450 milioni di inadempienze probabili a Bain per gli elevati costi rimasti a carico di Carige nonchè da alcune modifiche dell’accordo con Credito Fondiario su 1,2 miliardi di sofferenze che hanno determinato la perdita di 20 milioni circa nel primo semestre dell’anno scorso.

Intanto, dopo l’emissione di bond per 2 miliardi di euro con la relativa garanzia dello Stato, Carige deve necessariamente portare avanti i capisaldi della strategia delineata dai commissari straordinari incaricati dalla stessa Bce per evitare quell’intervento del governo da più parti osteggiato.

Due sono i percorsi da seguire. Da una parte figura la cessione di almeno 1,5 miliardi di crediti deteriorati per arrivare a ridurre l’esposizione al 5/10% del totale dei crediti erogati e dall’altra la ricerca del partner con le diverse alternative sul tavolo dell’advisor Ubs.

Nell’elenco dei possibili pretendenti, dopo le relative smentite, bisogna cancellare Ubi, Intesa Sanpaolo e Mps, mentre rimangono Unicredit, Banco Bpm e perfino, secondo l’Ansa, Bnp Paribas. Si tratta comunque solo di ipotesi in attesa che maggiori dettagli emergano da un piano industriale da presentare entro la fine di febbraio.

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