Mer 04 Agosto 2021 — 11:21

Carige: Ccb e Fondo interbancario a un passo dalla rottura, la banca torna sul mercato?



Nervosismo al Fitd dopo che il gruppo trentino avrebbe offerto la cifra simbolica di 1 euro e non il prezzo concordato

carige credit agricole

La cessione di Carige a Ccb è sempre più in bilico. La holding trentina di bcc e il Fondo banche (Fitd) sono a un passo dalla rottura e l’istituto ligure potrebbe tornare sul mercato nella tornata di fusioni che si staglia all’orizzonte.

Carige, Ccb offre 1 euro

Le banche si sono irrigidite dopo che Cassa centrale banca si sarebbe spinta a offrire al Fondo interbancario tutela dei depositi (Fitd) un prezzo simbolico di 1 euro, modello banche venete.

Un’offerta giudicata irricevibile da parte del Fitd, secondo quanto rivela oggi il Messaggero, e che riapre i giochi sulla banca ligure.

A questo punto, secondo la ricostruzione del giornale romano, il consorzio delle banche italiane potrebbe tenersi per altri 6-8 mesi l’istituto, in attesa di aggregarlo a uno dei nuovi poli attesi, come Crédit Agricole-Creval o le fusioni che avranno per protagonisti Unicredit, Mps, Banco Bpm, Bper.

Carige, Ccb riunisce il cda

Secondo il contratto sottoscritto un anno fa, Ccb ha un’opzione call (acquisto) per rilevare l’80% di Carige a un prezzo di 304 milioni, che è il netto dopo lo sconto del 47% rispetto al valore originario. L’opzione può essere esercitata entro fine anno, anche se erano già emerse perplessità da parte di Ccb per il potenziale impatto del Covid su Carige.

Nei giorni scorsi il cda di Carige ha approvato conti 2020 in rosso per 251,6 milioni, seppure nel quadro di un rilancio dell’attività commerciale.

Nei prossimi giorni si dovrebbe riunire il cda di Cassa centrale banca. Mercoledì 17 sono invece in programma comitato di gestione e cda del Fondo.

Carige, per Ccb rischia un aumento di capitale

Il gruppo trentino, secondo i rumors di stampa, ritiene che il deterioramento degli attivi di Genova potrebbe portare Francoforte a imporre una nuova ricapitalizzazione. Per questo Ccb non intende onorare il contratto e utilizzare il precedente di Intesa Sp che, a giugno 2017, ha pagato le due venete 1 euro ricevendo dallo Stato una dote di 5 miliardi.

Dote che peraltro Ccb chiede al Fondo per un importo di circa 500 milioni ossia l’ammontare della eventuale ricapitalizzazione.

Per quanto riguarda l’emersione delle Dta pari a 1,2 miliardi che potrebbero trasformarsi in capitale in caso di fusione, scrive il Messaggero, Trento ritiene che questo beneficio non può essere elemento di compensazione.

Ma il prezzo simbolico non va giù alle banche e Carige potrebbe tornare così in gioco nell’attuale fase di M&A.

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