Lun 22 Aprile 2019 — 13:01

Carige, al via una settimana cruciale per commissari fra governo e Fitd



Da oggi inizia una serie di incontri tra i commissari e diversi soggetti coinvolti nell’affaire Carige: dal Ministero dell’Economia al Fondo Interbancario fino ai sindacati. Intanto prosegue il pressing sui Malacalza

Carige

Carige rimane sospesa a Piazza Affari ma, intanto, si apre una settimana densa di incontri, anche istituzionali, per i commissari straordinari incaricati dalla Bce di tirare fuori dal guado la banca ligure.

Il primo appuntamento è a Roma dove Fabio Innocenzi, Pietro Modiano e Raffaele Lener incontreranno i rappresentanti del Ministero dell’Economia mentre nel pomeriggio è previsto un meeting con i funzionari del Fondo Interbancario. Domani è invece in calendario un primo confronto con i sindacati.

Sul tavolo ci sono sempre tre questioni: l’aumento di capitale, la ricerca di un partner, con le continue indiscrezioni sul possibile cavaliere bianco, e la conversione del bond sottoscritto dallo Schema Volontario del Fondo Interbancario. Se per la ricapitalizzazione sembra aprirsi qualche spiraglio dopo le aperture della famiglia Malacalza della scorsa settimana, più lunga e non priva di ostacoli è la strada per le altre due questioni. La ricerca del partner è stata affidata a Ubs ma prima bisogna rimettere in carreggiata la banca anche tramite quella pulizia di bilancio che potrebbe registrare una spinta decisiva con l’intervento della Sga del Tesoro, pronta a rientrare in gioco tramite l’acquisto di buona parte dei 3,7 miliardi di crediti deteriorati ancora nel portafoglio di Carige.

Più complessa è infine la questione della conversione del bond. L’aumento di capitale era funzionale a rimborsare il titolo di debito emesso sottoscritto dallo Schema Volontario e lo stop assembleare, determinato dall’astensione dal voto dei Malacalza, ha posto le basi per la sua conversione.

In tal caso, però, si tratterebbe di un salasso per i conti della banca alla luce dell’elevato rendimento garantito. Per questo motivo serve una revisione dei termini almeno per ridurre il rendimento dall’attuale 16%. Anche con l’aumento di capitale il rendimento sarebbe stato alto – ben il 13% – ma la bomba sarebbe stata disinnescata con il rimborso integrale grazie ai proventi della ricapitalizzazione. L’ostacolo maggiore è rappresentato dal particolare statuto dello Schema Volontario che prevede l’assenso del 95% delle banche aderenti per il via libera a eventuali delibere favorevoli alla banca ligure.

Il nodo gordiano è comunque rappresentato sempre dai Malacalza, negli ultimi giorni sottoposti a un continuo pressing affinchè tornino sui loro passi. Nel caso di un loro via libera all’aumento di capitale, molti dei problemi potrebbero essere risolti rapidamente. Intanto, dopo le aperture della famiglia piacentina, un loro ulteriore iniziativa a favore di Carige trapela da Genova. I Malacalza sarebbero infatti pronti a investire 20 milioni di euro per riacquistare la Omba Impianti, oggi in liquidazione e tra i debitori della stessa Carige.

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