Ven 27 Maggio 2022 — 14:48

Bper-Carige, indiscrezioni sul piano



Il ceo di Modena Montani avrebbe anticipato al cda alcune indicazioni su filiali e management post-fusione

carige offerte

Sarebbe pronto il piano Bper per l’aggregazione di Carige. Lo scrive oggi il Messaggero, dopo che nei giorni scorsi l’ad di Bper Piero Montani, commentando i conti con gli analisti, si è detto ottimista sui tempi del closing dell’operazione.

In attesa delle autorizzazioni di Bce e dell’antitrust che potrebbero arrivare entro i primi giorni di giugno, con l’assemblea Carige già convocata per il 15 di quel mese, scrive il giornale, l’ad Piero Montani ha concordato con il cda modenese alcuni tra i principali passaggi dell’operazione. A valle della fusione Bper Carige “il marchio Carige resterà sulle filiali liguri e probabilmente su quelle toscane”, ha riferito ad alcuni consiglieri il banchiere di lungo corso chiamato 14 mesi fa da Unipol, primo socio con il 19% della ex popolare, alla guida dell’istituto.

In particolare, dovrebbero essere 130 le insegne Carige su 380 che rimarranno anche dopo la fusione, cui sommare una ventina a marchio Monte Lucca e Cassa Carrara. A cavallo di metà giugno, quindi prima o subito dopo l’assemblea, Montani presenterà il piano di Bper allargato alla banca ligure, assicurando nel triennio una crescita a doppia cifra, una diversificazione digitale e
la probabile vendita della piattaforma Npl da 4,5 miliardi lordi, prosegue la ricostruzione di stampa.

“Consegneremo per tempo al Fitd (azionista all’80% di Carige, ndr) la nostra lista per il nuovo cda che verrà presentata ufficialmente dal board uscente – avrebbe proseguito Montani – concordo con l’orientamento del consiglio Bper che presidente e capo
azienda debbano essere interni a Bper”.

Anche la Bce gradisce una figura che possa garantire l’integrazione. Il nuovo cda sarà di 9 o al massimo di 11 membri, dipende dalla spazio che sarà riservato alle minoranze. Tutto è legato all’esito dell’opa residuale che verrà lanciata secondo i tempi Consob: potrebbe avvenire nella prima o nella terza settimana di luglio.

La nuova Carige dal punto di vista del network non dovrebbe subire riduzioni notevoli rispetto ai 380 sportelli. “Vediamo quali saranno le decisioni antitrust”. Dai primi calcoli non ci sono troppe sovrapposizioni. Al massimo l’autorità dovrebbe individuare 20-25 eccedenze, di cui una decina in Sardegna, dove Bper è ancora alle prese con la vendita di 5 filiali (Sassari e Alghero) conseguenti alla fusione di Unipol Banca.

Altre eccedenze potrebbero esserci nell’Alta Toscana. Con Carige si dovrebbe chiudere almeno per quest’anno la crescita per linee esterne di Bper. “Le cose vanno fatte bene anche perché la Bce è rigorosa”, ha continuato con i consiglieri. Sembra che a Modena abbiano archiviato Bpm: “E’ entrato il Crédit Agricole, quindi è improbabile un’ipotesi con Bper, in più non ci
sono vantaggi”. Quanto a Popolare Sondrio, “l’azionista è Unipol, da quel che si evince è in corso il rinnovo della bancassurance, per un po’ le cose non dovrebbero cambiare”.

Intanto in Borsa le azioni Bper alle ore 11,11 segnano +2,56% a 1,683 euro, proseguendo il rimbalzo della vigilia; Carige come sempre poco mossa nei dintorni del prezzo dell’opa residuale di 80 centesimi.

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