Mar 28 Giugno 2022 — 23:36

Bolognesi (Ccb): addio fusione con Iccrea, obiettivo crescita organica



L’amministratore delegato in un’intervista elenca le priorità. Nessun impatto finora da guerra Ucraina, ma pronti ad affrontarlo

Nessuna fusione Ccb Iccrea, il tema M&A nel mondo del credito cooperativo è alle spalle, secondo il nuovo amministratore delegato e dg di Ccb, Sandro Bolognesi, che oggi in un’intervista al Sole 24 Ore elenca le priorità del gruppo, a partire appunto dalla crescita organica.

Sandro Bolognesi, classe 1967, una carriera tutta interna a Ccb di cui è stato direttore finanziario, prende le redini da Mario Sartori, mentre il presidente Giorgio Fracalossi è stato confermato per un altro triennio.

Nell’intervista Bolognesi, investito ieri dall’assemblea Ccb, spiega innanzitutto che “il gruppo non è esposto verso i paesi coinvolti nel conflitto (Russia e Ucraina), e questo ci rassicura. C’è però una forte preoccupazione per l’impatto che
ci può essere su alcune filiere e settori specifici. L’allerta è alta e speriamo che gli effetti siano ridotti, siamo comunque attrezzati per gestire ogni impatto”.

Alcune Bcc, viene fatto notare al manager, rimangono strutturalmente fragili. “Le fusioni – rispinde Bolognesi – servono quando ci sono banche in crisi e così è stato negli anni scorsi ma questa fase si può dire conclusa. Non dico che non debbano emergere situazioni di criticità però abbiamo davanti un periodo in cui saranno le banche a scegliere cosa fare, rispettando criteri e strategie che verranno dati dalla capogruppo per raggiungere obiettivi ancora sfidanti”.

“Vogliamo rivedere il nostro modello di business per rafforzare la proposizione commerciale, perché abbiamo un potenziale inespresso enorme. Dobbiamo spingere sul fronte commerciale e sull’innovazione dei prodotti. Nel 2021 abbiamo generato 717 milioni di ricavi da commissioni, in crescita del 9% e oltre gli obiettivi di budget, ma possiamo fare molto meglio. E poi nel tempo punteremo molto sulla tecnologia, varando partnership e collaborazioni anche nel mondo del Fintech e dell’Intelligenza artificiale. Quello delle Bcc è un mondo fatto da realtà orgogliosamente autonome”.

Oggi Ccb conta 70 banche affiliate. “Non nascondo le difficoltà – commenta Bolognesi -. Siamo però orgogliosi di aver costruito questo gruppo negli ultimi tre anni, generando risultati di grande rilievo per i nostri territori. Tuteleremo le differenze territoriali e linguistiche. E a proposito del modello organizzativo, credo sia importante che ogni realtà rimanga autonoma ma ci sono best performer tra le affiliate e best practices su fronte commerciale e distributivo che vanno valorizzate: queste storie di successo vanno proposte e ampliate sulla rete”.

Ccb sta lavorando a un nuovo piano industriale “con tutto il gruppo e lo presenteremo a fine giugno in Bce e subito dopo alle nostre banche affiliate”.

I vertici di Iccrea, viene ricordato al manager, non hanno mai nascosto di vedere con favore l’ipotesi di un’aggregazione con voi. Bolognesi frena: “In questi tre anni con coraggio abbiamo costruito una realtà importante del credito in Italia, l’abbiamo fatto per senso di responsabilità verso soci e clienti che ci chiedevano un gruppo non contro ma pro, un progetto che ha superato tanti ostacoli e perplessità e che è ispirato da logiche industriali. Perché, dopo questi 3 anni e visti gli ottimi risultati, dovremmo rimettere tutto in discussione? Apprezzo le proposte, peraltro mai formalizzate, ma il tema aggregazione non è all’ordine del giorno. Questo board, per il prossimo triennio, si dedicherà alla crescita organica”. Quanto al recente dossier Carige, “quella di non esercitare l’opzione per acquistare la maggioranza è stata una decisione sofferta ma era l’unica che potevamo prendere nell’interesse del gruppo”.

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