Ven 28 Febbraio 2020 — 19:35

Bce, le banche italiane snobbano la Tltro. Unicredit, Banco Bpm ferme, Intesa Sanpaolo incerta



La liquidità per ora non manca: gli istituti preferiscono rimandare e approfittare di condizioni migliori che Francoforte avrebbe allo studio

banche contratto bancari

Banche italiane ferme un giro alla prossima iniezione di liquidità targata Bce. In vista del 18 settembre, quando Francoforte aprirà i rubinetti della prima asta Tltro del nuovo ciclo annunciato nel giugno scorso da Mario Draghi (il terzo) le banche tricolori confermano il loro orientamento a non richiedere ulteriori fondi. Fra queste Unicredit, Ubi, Banco Bpm, Bper, Credem e Creval, mentre Intesa Sanpaolo non ha ancora sciolto i dubbi.

Banche e Tltro: italiane ferme all’asta Bce di settembre

Il fatto che stavolta le banche italiane non attingeranno ai generosi finanziamenti concessi dalla Bce attraverso le aste Tltro (Targeted long term refinancing operations, condizionate all’erogazione di credito) è senz’altro sorprendente, ma la scelta ha spiegazioni più che razionali.

Innanzitutto, secondo il Sole 24 Ore che ha sondato gli umori degli istituti di credito italiani, il comparto presenta al momento livelli di liquidità che per le principali banche si attestano ben al di sopra dei requisiti minimi.

Inoltre gli istituti potrebbero voler aspettare le successive aste Tltro – a partire da quella di dicembre 2019 e poi marzo 2020 – per prolungarne gli effetti benefici (le Tltro hanno durata biennale).

Last but not least, la Bce starebbe studiando alcuni correttivi per migliorare l’appetibilità delle future aste Tltro: per questo, è la valutazione comune, ha senso attendere le prossime tornate per fare provvista. E in maniera massiccia.

Tltro: l’orientamento di Unicredit, Banco Bpm, Bper, Credem, Creval, Intesa Sanpaolo

Quanto alle singole banche, secondo il Sole 24 Ore, Unicredit, Ubi, Banco Bpm, Bper, Credem e Creval dovrebbero rimanere alla finestra (o al limite a partecipare con richieste particolarmente sottili), mentre resta da definire ancora la posizione di Intesa Sanpaolo, che “è interessata all’accesso ai fondi del Tltro-3, anche se non ne ha bisogno per liquidità”, come aveva spiegato l’ad Carlo Messina durante la presentazione della semestrale.

Confermate inoltre le indicazioni degli altri numeri uno degli istituti di credito, come Jean-Pierre Mustier di Unicredit, Victor Massiah di Ubi Banca, Giuseppe Castagna per Banco Bpm.

Tltro: banche italiane esposte per 193 miliardi

Ma a quanto ammonta l’esposizione dell banche italiane alle Tltro fin qui erogate dalla Bce? Secondo le stime di Equita Sim, ad oggi l’esposizione complessiva ammonta a 193 miliardi di euro, l’8% del totale attivo, di cui 98 miliardi andranno in scadenza a giugno 2020.

Fra i singoli istituti, Banco Bpm è il più esposto in relazione agli asset totali con 21.400 milioni (12,8%). Seguono Mps (16.500 milioni, il 12,2%) e Bper (9.265 milioni, il 13,2%) e Popolare Sondrio (4.600 o l’11,1%).

Le big fanno la parte del leone come quantitativi, ma non i relazione all’attivo: Intesa Sanpaolo 64.000 milioni (l’8,1%), Unicredit 51.000 milioni (il 6,2% – la meno esposta in questi termini).

Le ultime indiscrezioni sono tra i fattori che contribuiscono oggi al rimbalzo delle banche, nonostante i timori per la guerra commerciale Usa-Cina e le eventuali ripercussioni per l’economia. A metà mattina Unicredit guida i rialzi con un +1,6%, bene anche Ubi e Intesa Sanpaolo a +1,5%.

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