Mer 04 Agosto 2021 — 12:07

Banco Bpm: utile 2020 risente di rettifiche, proposto dividendo di 6 centesimi



In arrivo aggiornamento al piano, Il ceo Castagna “molto fiducioso” sul 2021. Una fusione “è naturalmente uno dei principali target che vogliamo raggiungere ma non dipende solo da noi”

banco bpm release

Banco Bpm archivia il 2020 con un utile netto di 20,9 milioni, in deciso calo dai 797 milioni del 2019, un dato che tuttavia beneficiava di plusvalenze relative al riassetto del credito al consumo e alla vendita della piattaforma di gestione degli Npl.

Al netto dei costi relativi agli esodi, alla chiusura di 300 filiali e alle altre componenti non ricorrenti, l’utile netto adjusted 2020 si attesta a 330 milioni.

Tra le voci che hanno pesato sul conto economico figurano 1,33 miliardi di rettifiche su crediti (+71,7% sul 2019), con un costo del rischio di 122 punti base, di cui circa 50 relativi all’emergenza Covid.

Il cda di Banco Bpm ha proposto la distribuzione di un dividendo di 6 centesimi ad azione “in linea con le indicazioni della Bce”, pari a un monte dividendi di 90,9 milioni.

Il quarto trimestre 2020 si è chiuso con una perdita di 242 milioni scontando fra l’altro la contabilizzazione integrale degli oneri una tantum relativi all’uscita di 1.500 dipendenti e alla chiusura di 300 filiali (pari a 259 milioni lordi).

Tornando ai numeri dell’intero 2020, i proventi operativi sono scesi del 4,5% a 4,15 miliardi, con margine di interesse a 1,9 miliardi (+0,1%) e commissioni nette a 1,66 miliardi (-7,3%). In discesa del 6,7% a 2,4 miliardi gli oneri operativi, per un rapporto cost/income migliorato al 58,5%.

Lo stock di crediti deteriorati netti si attesta a 4,3 miliardi con una contrazione di 1,3 miliardi rispetto a fine 2019 (-22,6%). Il livello di copertura sale al 50% (+500 p.b. rispetto all’esercizio precedente).

Quanto alla solidità patrimoniale, il Cet1 fully phased si attesta al 13,3%.

Banco Bpm prevede di continuare a remunerare i suoi azionisti in futuro, evidenziando la solidità patrimoniale, anche se non può escludere che il 2021 possa risentire di una componente aggiuntiva di rettifiche su crediti legata all’emergenza “ancora in essere”, componente comunque inferiore rispetto ai 50 punti base di costo del credito registrati nel 2020.

Allo stesso tempo il gruppo si prepara a predisporre nuove proiezioni triennali alla luce del mutato contesto macroeconomico. Si tratta dell’aggiornamento al piano atteso da tempo.

Il ceo Giuseppe Castagna si è detto molto fiducioso sulle prospettive per il 2021 dopo un anno “complicato”. La banca, ha detto in conference con gli analisti, “è avviata verso un outlook positivo”.

Sull’importante capitolo M&A, per il quale Banco Bpm viene accostato principalmente a Bper, mentre è riemersa recentemente l’ipotesi Unicredit, “siamo stati abbastanza aperto e chiari sulla possibilità di raggiungere qualche accordo, fino ad ora siamo ancora allo stato dei compiti a casa preliminari, svolti internamente, allo scopo di capire quale è l’opzione migliore e più fattibile”, ha detto Castagna. Una fusione “è naturalmente uno dei principali target che vogliamo raggiungere ma non dipende solo da noi”.

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