Mar 07 Luglio 2020 — 15:35

Banco Bpm: 250 filiali ancora chiuse, sospetti dei sindacati



In un comunicato congiunto Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin attaccano i vertici: taglio dei costi senza adeguati investimenti tecnologici

banco bpm filiali

A distanza di quasi 2 mesi dalla fine del lockdown non hanno ancora riaperto circa 250 filiali sul territorio nazionale di Banco Bpm, chiuse per l’emergenza Covid-19. Lo scrivono i sindacati bancari in un comunicato congiunto firmato Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin.

Banco Bpm, 250 filiali ancora chiuse

La questione delle filiali Banco Bpm tuttora chiuse per emergenza coronavirus desta infatti sospetti fra i rappresentanti dei lavoratori bancari. I sindacati paventano rischi di un ridimensionamento futuro della rete di sportelli, oltre a quello già annunciato, con ricadute sull’occupazione.

“Non c’è nessun impegno alla completa riapertura da parte dell’azienda se non per fine anno – spiega la nota – una prospettiva commerciale davvero poco credibile. Tutto questo mentre l’ad Giuseppe Castagna dichiara che il Piano industriale presentato a marzo è di fatto sospeso e che le filiali in chiusura saranno di più delle 200 precedentemente dichiarate”.

Sindacati attaccano Castagna

“Quello che possiamo leggere nelle scelte di Banco Bpm e dalle dichiarazioni stampa dell’ad Castagna – sottolineano le sigle sindacali – è soltanto una pervicace ricerca della riduzione dei costi, un progressivo abbandono del modello di banca del territorio verso un modello più automatizzato di servizio a distanza, senza peraltro vedere traccia di adeguati investimenti tecnologici”.

“La prospettiva occupazionale e di sostegno alle economie locali del terzo gruppo bancario nazionale ne uscirebbe fortemente compromessa”, concludono Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin che chiedono “l’immediata e totale riapertura di tutti gli sportelli”.

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