Finanzareport.it | Banche, la "lezione" di Massiah: i correntisti vanno remunerati - Finanza Report

Mar 18 Giugno 2024 — 16:51

Banche, la “lezione” di Massiah: i correntisti vanno remunerati



L’ex numero uno di Ubi: “Io i tassi di interesse sui conti correnti li avrei alzati”, in questo modo gli istituti “tutelano la liquidità”

Victor Massiah

“Io i tassi di interesse sui conti correnti li avrei alzati”: così Victor Massiah interviene sul caso che ha spinto il governo a introdurre una tassa sugli extraprofitti bancari.

L’ex numero uno di Ubi, ora assorbita da Intesa Sanpaolo, nonostante la battaglia del manager che considerava non congruo il prezzo dell’opas, ha parlato in un’intervista a Milano Finanza mentre oggi si tiene la presentazione del suo libro “Gestione bancaria avanzata” (editore Pearson), curato con Elena Beccalli, preside di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative alla Cattolica di Milano, l’università dove Massiah è professore a contratto da due anni.

Inoltre Massiah ha aperto una propria società di consulenza ed è un investitore – per esempio in Newcleo, la startup di energia nucleare di quarta generazione, e in Planet Farms nell’agricoltura verticale.

Ma se fosse ancora a capo di una banca, alzerebbe i tassi sui conti correnti? “Sì, io i tassi di interesse sui conti correnti li avrei alzati. Per le banche- spiega Massiah nell’intervista – remunerare i depositi è una forma di tutela della liquidità, che è fatta dalla raccolta e che quindi va protetta. Tutte le banche sono fallite per mancanza di liquidità: sono stati i 10 miliardi di prelievi al giorno a far tremare Credit Suisse, e l’americana Silicon Valley Bank (Svb) si è incartata sui depositi corporate. Ma non sono però per nulla d’accordo con il decreto sugli extraprofitti: e non è casuale che la norma la stiano riscrivendo, perché è sbagliata”.

fascia dimagrante

Il tasso giusto, spiega ancora Massiah – dovrebbe essere in rapporto alla remunerazione degli impieghi. Diciamo che un tasso fino all’1,5% sarebbe un buon target”.

Ubi è stata a lungo considerata la possibile protagonista di un terzo polo bancario, non ancora nato in Italia. A Massiah viene chiesto se ha qualcosa da rimproverarsi. “A me dispiace solo che la negoziazione che era in corso con Bper non sia mai stata finalizzata. Non mi farà dire di più, su questo”.

Ancora, in tema di fusioni/acquisizioni: “Mps era nubile e tale è rimasta finora. Posso dirle questo: dal lato della tutela della concorrenza, Paesi della dimensione dell’Italia devono avere almeno tre banche grandi. Avere diminuito quella possibilità non è stata una grande decisione”.

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