Dom 24 Gennaio 2021 — 00:52

Banche, Intrum Italia vede 100 miliardi di crediti deteriorati “pandemici”



Il numero uno del gruppo svedese, sentito in commissione parlamentare, pronostica un baldo dell’Npl ratio al 12%

intrum italia npl

Intrum Italia vede un duro e rinnovato impatto del Covid per le banche italiane, che potrebbero ritrovarsi a fare i conti con ben 100 miliardi in più di crediti deteriorati.

Secondo Marc Knothe, amministratore delegato di Intrum Italy, sentito oggi in Commissione d’inchiesta sulle banche, in Italia l’npe ratio degli istituti di credito risalirà al 12% mentre nel resto d’Europa resterà mediamente sotto il 5% (ossia sui livelli raccomandati dalla Bce per quanto concerne il rapporto tra crediti deteriorati lordi e crediti totali lordi).

L’impatto della pandemia di coronavirus si tradurrà in una crescita dei crediti deteriorati (tra sofferenze, utp e scaduti) di circa 100 miliardi entro i prossimi 12-24 mesi, ha spiegato Knothe davanti alla Commissione presieduta da Carla Ruocco.

Marc Knothe Intrum Italia

Marc Knothe (Intrum)

Attualmente in Italia il mercato delle Npe (esposizioni deteriorate), esclusi i crediti scaduti, ammonta a circa 330 miliardi di gross book value, di cui circa 110 miliardi sono ancora nei portafogli delle banche mentre altri 220 miliardi sono stati allocati su società di cartolarizzazione o altre istituzioni finanziarie e non finanziarie.

Intrum Italy spa in Italia è il terzo player del mercato con 41 miliardi di deteriorati in gestione dei quali 29 miliardi conto terzi (banche soprattutto) e 12 miliardi in proprietà. Intrum Italy spa è la joint venture che il gruppo svedese ha costituito con Intesa Sanpaolo, dalla quale ha acquisito il portafoglio sofferenze e circa 650 addetti sugli 850 complessivi che il gruppo conta in Italia.

Knothe nell’audizione ha sottolineato i tempi lunghi del recupero crediti nei tribunali italiani: per i crediti assistiti da garanzie la media è di oltre sei anni nel Nord e sale a 7,5 anni nel Sud e nelle Isole. Per quelli invece senza garanzie si va invece dai 4 anni per i crediti deteriorati concessi a persone fisiche sino ai 7 anni per le persone giuridiche.

L’evoluzione del mercato anche in Italia porterà a fusioni tra player del credit management, pronostica il manager, secondo cui “tra 18-24 mesi il panorama dei servicer sarà diverso, i volumi aumentano ma i player saranno di meno, lo abbiamo già sperimentato all’estero”.

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