Lun 26 Ottobre 2020 — 07:54

Banche, crediti deteriorati in crescita fino al 2022



Secondo i dati dell’Npl Meeting di Banca Ifis, lo stock è destinato a salire a 385 miliardi nel 2021, con un ulteriore incremento l’anno successivo

banche crediti deteriorati

Una nuova ondata di crediti deteriorati è in arrivo per le banche nel nostro Paese, ma il sistema è pronto per gestirla con più efficienza del passato. Questo lo scenario tracciato stamani nel corso di “The New Wave”: la nona edizione dell’NPL Meeting di
Banca Ifis
, l’evento italiano di riferimento per il mercato dei non performing loans e il bank restructuring svoltosi a Villa Erba a Cernobbio (Como) alla presenza di circa 300 ospiti, nel rispetto dei protocolli e delle direttive Covid-19, e oltre mille in collegamento streaming.

Banche, crediti deteriorati in aumento

Nell’ipotesi di consolidamento della ripresa macroeconomica, nel 2021, con la fine delle moratorie, il tasso di default, cioè i crediti performing che passano a non performing, dovrebbe attestarsi al 2,8% rispetto all’1,3% del 2019. Lo stock complessivo, sommando le sofferenze (Npl) e le inadempienze probabili (Utp) ancora presenti a bilancio delle banche, e quelle già cedute, si stima raggiungerà nel 2020 quota 338 miliardi di euro (+5% sul 2019) mentre nel 2021 le esposizioni deteriorate potrebbero salire fino a 385 miliardi di euro e subire un ulteriore incremento nel 2022.

Il mercato delle transazioni Npl, con 34 miliardi di euro di vendite previste nel 2020 e una stima di ulteriori 34 miliardi per l’anno 2021, contrariamente alle timide aspettative di qualche anno fa, si confermerà più che dinamico.

I principali temi trattati durante la main conference hanno riguardato i nuovi flussi di Npl, la gestione dell’industry durante la pandemia, l’opportunità di creare una bad bank nazionale, le Gacs. In evidenza anche lo scenario macroeconomico, il mercato italiano del debito, il vincolo del calendar provisionig ma anche il valore degli immobili a garanzia e l’effetto moratorie sui bilanci delle banche.

Market Watch NPL di Banca Ifis

Tornando a previsioni e dati, contenuti nella dodicesima edizione del report Market Watch NPL a cura dell’Ufficio Studi di Banca Ifis, nel 2021 si prevede un sensibile incremento dei flussi di nuovo deteriorato a bilancio delle banche che porterà l’Npe ratio al 7,3% in crescita rispetto il 6,2% di questo 2020 (contro la soglia raccomandata dalla Bce al 5%).

Nel 2020 i portafogli unsecured saranno la tipologia con maggiore incidenza nelle vendite di deteriorati, per una quota pari al 31% del totale. Il mercato secondario contribuirà in modo significativo al totale delle transazioni: 29% l’incidenza attesa nel 2020, 30% nel 2021. Dal 2015 al 2020, circa il 44% degli Npe ceduti, pari a 109 miliardi di euro, è stato rilevato da 6 investitori big. In ordine, per volumi: Amco, Quaestio Capital Management, Banca Ifis, Fortress/PIMCO, Intrum e Credito Fondiario/Elliott.

Settore del servicing di Npl

Nel biennio 2020-2021 si consolida anche il mercato delle transazioni Utp (Unlikely to pay) con 27 miliardi di euro di dimissioni complessive attese (16 miliardi solo nel 2020). Si tratta soprattutto di grandi operazioni, come i 3 miliardi di euro originati da Mps nel 2020 e 6,5 miliardi di euro di Utp in pipeline nel 2021 da parte di Unicredit.

Il 44% dei volumi del totale deteriorato Italia (quota percentuale relativa a quanto già ceduto dal 2015 a oggi, pipeline inclusa) è concentrato nelle “mani” di soli sei servicer che sono: DoValue (13%), Amco (9%), Prelios (7%), Cerved (7%), Banca Ifis (5%) e Credito Fondiario (3%). Negli ultimi sei anni il settore del servicing ha conseguito tassi annui medi di crescita a due cifre: +21% la variazione dei ricavi dal 2013, +8% l’Ebitda dell’intero settore.

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