Mer 21 Agosto 2019 — 18:54

Banche, nuove voci su nozze “forzate” tra Deutsche Bank e Commerzbank



Governo tedesco in pressing per un’aggergazione che sarebbe obbligata nel caso di dati trimestrali non soddisfacenti

Deutsche-Bank-Commerzbank

Il comparto bancario italiano paga oggi pesantemente la conferma della recessione tecnica per l’economia italiana. Intanto i titoli dell’intero settore del credito europeo stanno subendo anche le nuove voci sulla fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank.

In particolare secondo l’agenzia Bloomberg, il governo tedesco starebbe spingendo per delineare un’aggregazione tra le due prime banche della Germania per la metà dell’anno in corso nel caso in cui, però, Deutsche Bank non raggiungesse gli obiettivi del suo piano di ristrutturazione.

Per l’agenzia americana l’operazione diventerebbe l’unica opzione in caso di assenza di miglioramenti nei conti del primo trimestre della banca guidata da Christian Sewing. Non si tratta di indiscrezioni nuove, visto che della fusione se ne parla da ormai diversi mesi ma la novità è rappresentata dalla condizione cui legare l’intera operazione: le performance di Deutsche Bank. A rafforzare le speculazioni ci ha pensato anche il ministro delle Finanze, Olaf Scholz, dichiarandosi favorevole a dotare la Germania di istituti più forti e solidi, e gli incontri tra i funzionari del suo ministero con rappresentati delle due banche e degli azionisti rilevanti.

Pochi giorni fa, comunque, un membro del consiglio di sorveglianza di Deutsche Bank ha ribadito la scarsa disponibilità dei vertici a intavolare discussioni con Commerzbank, quantomeno nel breve termine.

Gli investitori temono comunque che il consolidamento bancario possa trovare le sue basi non tanto nell’esigenza di individuare sinergie di costo quanto di risolvere situazione di difficoltà per opera soprattutto di un intervento dei singoli governi nazionali.

Per questo motivo l’indice di settore europeo perde il 2,1% mentre quello italiano subisce un ribasso alle 15,02 del 3,71% con i maggiori titoli in forte sofferenza: -5,82% per Bper, -4,78% per Banco Bpm, -4,3% per Bp Sondrio, -4,05% per Unicredit e -4% per Ubi.

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