Dom 24 Gennaio 2021 — 00:37

Banche: adesione record alla Tltro 3, anche italiane



Complessivamente, 742 banche europee hanno attinto 1.310 miliardi. Unicredit ha preso 94,3 miliardi di cui 51,3 all’Italia, Intesa Sanpaolo ha partecipato all’asta per circa 35,8 miliardi

bce pepp

La Bce ha diffuso i risultati dell’odierna asta Tltro 3 destinata alle banche dell’Eurozona. Complessivamente, 742 banche europee hanno attinto 1.310 miliardi di euro approfittando dei tassi super favorevoli. Si tratta di un record.

Banche, risultati Tltro

Più in dettaglio, Francoforte ha assegnato 1.308,43 miliardi a 742 istituti di credito nella quarta asta del programma Tltro 3, che beneficiava delle nuove condizioni sui tassi fino a -1%, come annunciato dalla Bce lo scorso 30 aprile.

Si tratta del maggior importo mai assegnato dalla Bce in una singola operazione, in linea secondo Bloomberg con le attese degli analisti per un esito tra 1,2 e 1,5 miliardi, mentre Reuters pronosticava 1,4 miliardi.

Nelle tre precedenti aste Tltro III le banche avevano chiesto rispettivamente 3,4 miliardi, 97,72 miliardi e 114,979 miliardi. Il record precedente per una singola asta era di 529 miliardi, registrato nel 2012.

Banche italiane

Intesa Sanpaolo, secondo quanto confermato dall’istituto, ha partecipato all’asta Bce per circa 35,8 miliardi, portando il totale a 70,9 miliardi da operazioni di finanziamento del gruppo con Bce, interamente costituite da Tltro 3.

Unicredit, con l’obiettivo di “supportare i clienti del gruppo” ha ricevuto 94,3 miliardi di euro, in linea con l’importo massimo richiedibile. All’italiana Unicredit spa sono stati assegnati 51,3 miliardi, alla tedesca UniCredit Bank ag 25,7 miliardi, all’austriaca UniCredit Bank Austria ag 15,4 miliardi e alle altre banche dell’area Cee 1,9 miliardi. Le operazioni in essere del Tltro II, pari a 50,7 miliardi, saranno rimborsate entro fine mese.

Fra le altre banche italiane, Ubi ha ricevuto nella Tltro 12 miliardi e Bper 14 miliardi. Banco Bpm (secondo indiscrezioni) avrebbe preso 22 miliardi, portando il totale nel portafoglio della banca (inclusi i 3,5 miliardi delle aste di gennaio e marzo) a 25,5 miliardi.

A beneficiare dell’elevata domanda di fondi potrebbero essere inoltre i bond governativi italiani, soprattutto sulla parte breve della curva, con acquisti da parte delle banche nell’ottica di “carry trade”.

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