Ven 24 Maggio 2019 — 10:10

Banca Intermobiliare (Bim), un 2018 in profondo rosso



L’istituto di private banking, appartenuto alla ex Veneto Banca e passato un anno fa al fondo britannico Attestor ha segnato una perdita triplicata rispetto al 2017 e peggiore del dato preliminare diffuso a febbraio

banca intermobiliare bim news

Il bilancio 2018 si è chiuso in profondo rosso per Banca Intermobiliare (Bim). L’istituto di private banking, appartenuto alla ex Veneto Banca e passato un anno fa al fondo britannico Attestor (che lo controlla tramite il veicolo Trinity) ha segnato una perdita triplicata rispetto al 2017, e peggiore del dato preliminare diffuso a febbraio.

Bim infatti ha chiuso il 2018 con una perdita consolidata di 153,7 milioni di euro, dai 49,3 milioni dell’esercizio precedente. La perdita preliminare era di 147,5 milioni. I risultati esposti nel progetto di bilancio recepiscono ora l’incremento di rettifiche di valore sui crediti per 4,9 milioni, a seguito del peggioramento del merito creditizio e della relativa valutazione di alcune esposizioni creditizie; e un incremento di 1,3 milioni degli accantonamenti al fondo rischi ed oneri a fronte di aggiornamenti nelle valutazioni.

Le modifiche hanno determinato inoltre decremento del patrimonio netto consolidato per 6,2 milioni, per attestarsi a 80,8 mln (87,1 mln nei risultati preliminari). Il patrimonio netto contabile individuale di Banca Intermobiliare segna 75,1 mln (81,4 mln nei risultati preliminari). Il portafoglio crediti netti verso la clientela si attesta a fine 2018 a 304,8 milioni. Il Cet1 e Tcr Phased In è al 19,7% (21,3% il dato preliminare).

Le incertezze fisiologicamente legate alla realizzazione del piano industriale nel 2019, spiega la nota sui conti di Banca Intermobiliare, unite alle decisioni della Bce sullo Srep, non ancora pervenute, “hanno indotto il socio di maggioranza a rappresentare formalmente alla banca il supporto con cui si impegna ad intervenire, ove si rendesse necessario, con operazioni di rafforzamento patrimoniale, in modo da assicurare che, nell’arco dei prossimi dodici mesi, siano rispettati i coefficienti patrimoniali regolamentari”.

Più in dettaglio, per quanto riguarda l’esecuzione del piano, “l’evoluzione prospettica delle principali grandezze aziendali, in una logica meramente inerziale, rende ipotizzabile, per alcuni dei principali KPI (Cost/Income; Total Capital Ratio; RoA; Margine di intermediazione), un valore – per la fine del 2021 – inferiore a quanto riportato nel Piano Industriale 2019/2021: ciò non tiene conto dell’auspicato contributo delle azioni di accelerazione del Piano già comunicate al mercato l’8 febbraio scorso (possibili operazioni straordinarie, ndr) e per le quali è all’opera l’advisor Vitale & Co, individuato dal socio di controllo”.

In Borsa intanto le azioni Banca Intermobiliare dopo i dati aggiornati e le rassicurazioni del cda sono in cerca di una direzione e dopo una mattinata volatile segnano in questo momento +0,62% a 0,162 euro.

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