Mar 07 Luglio 2020 — 13:26

Bad Bank Mps, per azionisti recesso o nuove azioni



Ultime limature all’operazione. Domani secondo indiscrezioni di stampa si terrà un cda straordinario della banca senese

bad bank mps

Ultime limature all’operazione bad bank targata Mps. Domani 29 giugno, secondo indiscrezioni di stampa, si riunirà il cda straordinario della banca senese guidato dall’ad Guido Bastianini e presieduto da Patrizia Grieco (i nuovi vertici insediatisi da poche settimane con il placet del Tesoro, che controlla oltre il 68% del capitale). E, fra i possibili dettagli dell’operazione, emergono anche le opzioni per gli azionisti di minoranza.

Bad Bank Mps in dirittura d’arrivo

L’operazione, secondo quanto riportato oggi dal Messaggero, prevede il trasferimento di un mega pacchetto di Npl (sofferenze) e Utp (inadempienze probabili) per 8,9-9 miliardi lordi (Progetto Hydra) mediante la scissione di un complesso aziendale in una bad bank destinata ad Amco (ex Sga controllata al 100% dal Mef). L’Npe ratio verrebbe abbattuto dall’attuale 12,5% a circa 4%, in pratica da quasi fanalino di coda a un livello d’eccellenza in Italia.

Il progetto, secondo fonti del Tesoro citate dal giornale, è in dirittura d’arrivo: potrebbe essere varato lunedì da un cda straordinario dopo l’esame del comitato rischi. A Siena si lavora infatti al dossier anche nel corso del weekend, con i manager affiancati da Lazard, Bonelli Erede e Deloitte.

Una newco per Amco

Il via libera secondo questa ricostruzione di stampa potrebbe beneficiare dell’ok informale della Bce al trasferimento di
circa 1-1,1 miliardi di patrimonio sotto forma di equity nella bad bank oggetto della scissione.

Più in dettaglio l’operazione prevede che circa 4,2-4,3 miliardi netti di crediti deteriorati siano trasferiti a una newco destinata ad Amco; all’attivo ci sarebbero appunto gli asset di 50% Npl e 50% Utp, al passivo 1-1,1 miliardi di capitale e circa 3,2 miliardi rivenienti da un finanziamento a cinque anni erogato da Jp Morgan e Ubs.

L’operazione ha già ricevuto il benestare della Dg Comp europea che ha escluso il rischio di aiuti di Stato, mentre il negoziato con
la Bce sarebbe tuttora in corso perché nella scissione ci sarà il trasferimento di una parte del patrimonio del Monte dei Paschi di Siena.

Mps: bad bank e piccoli azionisti

La scissione, viene inoltre spiegato, non è proporzionale per allocazione del patrimonio, e il Tesoro dovrebbe annullare le azioni che gli spetterebbero in concambio per non alterare eccessivamente gli assetti azionari.

Per quanto riguarda invece i soci di minoranza Mps lo schema consentirebbe loro tre opzioni. Innanzitutto il diritto
di recesso dalle azioni della bad bank, non quotata, che finirà in Amco. Oppure accettare nuove azioni Mps; o azioni della ex Sga del Tesoro.

Assemblea straordinaria

Probabilmente, secondo il Messaggero, i piccoli soci preferiranno titoli della banca quotata da negoziare eventualmente al momento propizio. In ogni caso, salvo rare eccezioni, la quasi totalità della platea di piccoli azionisti Mps ha prezzi di carico elevati, rispetto agli attuali livelli di circa 1,60 euro. Nel 2017 agli ex obbligazionisti coinvolti nel burden sharing toccarono azioni al prezzo di 8,65 euro mentre, a completamento del salvataggio, il titolo tornò a scambiare in Borsa poco sopra 4 euro.

L’assemblea straordinaria potrebbe tenersi ai primi di agosto. Successivamente Mps si appresta rinegoziare il piano di ristrutturazione concordato con la Ue che prevede attualemnte l’uscita dello Stato entro il 2021. Per la scelta dell’advizor sarebbero in corsa McKinsey, Bcg, Bain e Kpmg.

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